Trentino "consumato" dall'urbanizzazione, cemento raddoppiato in 40 anni nelle valli

In Primiero si registra il primato del rapporto (negativo) tra popolazione e cemento, in Val di Fiemme lo spazio urbanizzato è raddoppiato in 40 anni. Il territorio ancora "consumabile" scarseggia: resta solamente il 13% del territorio provinciale

foto: Paolo Sandri - Provincia autonoma di Trento

In Trentino il suolo urbanizzato è aumentato in modo molto più rilevante di quanto è cresciuta la popolazione. Dal 1960 al 2004 le aree urbanizzate sono aumentate di circa il 190% (da 5.842 a 15.953 ha) a fronte di un incremento della popolazione limitato al 20% (da 414.307 a 497.546 ab). La superficie edificata per ogni abitante della provincia è variata dai 132 mq/ab. del 1960 ai 272 mq/ab. del 1987 per attestarsi sul valore di 320 mq/ab. del 2004. Sono i dati contenuti nel Rapporto sullo stato del  paesaggio presentato questa mattina al Muse in un incontro con il presidente Ugo Rossi e l'assessore Carlo Daldoss.

I dati raccolti dall'Osservatorio sul Paesaggio parlano di un Trentino "consumato" più del dovuto: il primato spetta al Primiero che mostra il massimo divario tra popolazione (che in quarant'anni è diminuita) ed aumento del territorio urbanizzato dal 1973 all 2011. Il Rapporto 2015 dell’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale, ci mostra come in Trentino il 3,0% del territorio provinciale sia già stato “consumato”. In Alto Adige: il dato è più contenuto e si colloca al 2,3%.

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Nonostante tutto il Trentino rimane sotto al dato nazionale che è del 7,0% e quello relativo al Nord-Est del Paese dove il 7,2% del territorio è stato interessato da urbanizzazioni e artificializzazione. In Trentino però il suolo "consumabile" è molto scarso: Il territorio disponibile per gli insediamenti e l’agricoltura è solo il 13% del totale. Com detto non è un fenomeno che riguarda solamente la città: a Trento dal 1973 al 2011 il territorio urbanizzato è aumentato del 70%, in Val di Fiemme, per esempio, del 97,2%. 

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