Cronaca

Operazione «Cleaner»: la Guardia di Finanza sequestra un milione di euro a società e imprenditori alberghieri dell'Alto Garda

I finanzieri hanno riscontrato la presenza di condotte fraudolente, penalmente rilevanti, che avrebbero permesso di distribuire “fittizi premi di raggiungimento obiettivi” ad alcuni soci della cooperativa, al fine di dissimulare un’ingente indebita distribuzione di utili e “riserve legali”

“Cleaner” è questo il nome dell’articolata investigazione di polizia economico finanziaria che a inizio marzo ha permesso ai finanzieri della Tenenza di Riva del Garda di eseguire un sequestro preventivo, disposto dal Gip (Giudice per le indagini preliminari) del Tribunale di Rovereto, per circa un milione di euro, pari al profitto del reato, nei confronti di 12 società e 5 imprenditori.

Nello specifico, nel corso di una verifica fiscale conclusa prima dell’inizio dell'emergenza epidemiologica da Covid-19 ed effettuata nei confronti di un’importante società cooperativa con sede nell’Alto Garda, attiva nel settore delle pulizie, i finanzieri hanno riscontrato la presenza di condotte fraudolente, penalmente rilevanti, che avrebbero permesso di distribuire “fittizi premi di raggiungimento obiettivi” ad alcuni soci della cooperativa, al fine di dissimulare un’ingente indebita distribuzione di utili e “riserve legali”, la quota del patrimonio della società che deve essere accantonata per legge, normativamente vietata.

Tramite le trasversali attività investigative sono state ricostruite le illecite operazioni finanziarie che avrebbero consentito ai 5 soci, rappresentanti di 11 società tutte operanti nel settore alberghiero sulle rive del Lago di Garda nelle province di Trento e Brescia, di beneficiare illegalmente del denaro sottratto dalle casse della cooperativa.

Le mirate indagini, condotte dai finanzieri rivani, hanno consentito di scoprire un complesso e rodato sistema fraudolento per cui i sodali sono riusciti, nel corso degli anni, a distribuire illecitamente gli utili che avrebbero dovuto essere destinati a “riserva legale”. Inoltre, considerando che il denaro proveniente dai reati societari/fiscali per cui sono stati, a vario titolo, denunciati i soggetti coinvolti, è stato fatto confluire sui conti delle imprese gestite dagli indagati e, successivamente, reinvestito nelle proprie attività economiche, i militari hanno denunciato i sodali anche per i reati di “impiego di denaro di provenienza illecita” e  “autoriciclaggio”.

Data la gravità dei reati contestati e la posizione apicale all’interno delle strutture societarie dei soggetti indagati, le società sono state segnalate alla Procura della Repubblica di Rovereto per “responsabilità amministrativa degli enti dipendente da reato”. «L’attività condotta dalla Guardia di Finanza trentina» si legge in una nota «s’inquadra nelle rinnovate linee strategiche del Corpo, volte a rafforzare il contrasto e la reale aggressione patrimoniale ai più complessi fenomeni di frode fiscale, illeciti societari e reati patrimoniali al fine di favorire sia la tutela del “libero mercato” sia dell’imprenditoria onesta, la quale viene fortemente danneggiata da fenomeni illeciti che generano una sleale concorrenza tra imprese».

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