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Rifugio Setteselle, foto da facebook

Rifugio Setteselle, foto da facebook

Tassa di soggiorno: in rifugio si paga, in appartamento no

"Un vulnus alla nostra categoria" così gli albergatori trentini dei due maggiori enti di categoria, Unat e Asat, definiscono la tassa di soggiorno, introdotta con la legge di bilancio provinciale dopo anni di tentennamenti. La vera "goccia che ha fatto traboccare il vaso", così si legge in un documento a firma dei due presidenti, è l'esclusione degli appartamenti ad uso turistico dal pagamento della tassa.

"E' difficile comprendere il senso di tale esclusione - si legge nella nota - che assume quindi il valore di un vero e proprio schiaffo alla componente imprenditoriale", rifugi compresi: non è stata infatti accolta la proposta di esonerare le strutture d'alta quota, come avviene in Alto Adige. La lista del malcontento è lunga: è stata cancellata l'agevolazione Irap a favore delle imprese che contribuivano volontariamente al finanziamento delle Apt, il fondo "salva alberghi" è poca cosa e "risulta essere più interessante per le banche che per le aziende, ma soprattutto non si è compiuta fino in fondo quella che doveva essere la tanto auspicata riforma del sistema della promozione.

"E' venuta a mancare la volontà di dare risposta alle necessità di razionalizzazione organizzativa e della spesa - scrivono Bort e Libardi - si è avuta una ridefinizione solo parziale dei rapporti tra gli attori (maggiore rappresentanza della componente privata nei CdA delle Apt ndr), non si sono messe in atto azioni per elevare le competenze professionali dell’organizzazione della promozione". 

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