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Aeroporti di Brescia e Verona, entrambi sono in perdita

Il D'Annunzio perde circa 12mila euro al giorno. Al Catullo la perdita nei primi sei mesi del 2011 è di oltre 8 milioni di euro. Entrambi hanno partecipazioni della Provincia di Trento. Dellai: "Progetto di rilancio"

Il presidente della Provincia Dellai ha risposto oggi a due interrogazioni riguardanti gli aeroporti di Brescia e Verona, entrambi con partecipazioni provinciali. Entrambi gli scali sono in perdita.

Brescia, slittato ancora il progetto carburante
Nell'interrogazione che Giorgio Leonardi (Pdl) aveva presentato il 22 dicembre scorso, il consigliere provincialechiedeva se è vero che l'aeroporto Montichiari di Brescia, nella cui gestione la Provincia autonoma di Trento è coinvolta in quanto socia dell'aeroporto Catullo di Verona, costa 13 mila euro al giorno, quanti aerei decollano e atterrano sullo scalo bresciano, e infine quali sono gli intendimenti con cui la Giunta pensa di tamponare questa ingente perdita.
 
Dellai riconosce come "i dati di bilancio evidenziano effettivamente una situazione difficile che si è andata aggravando per effetto della congiuntura economica negativa. Il bilancio 2010 dell'aeroporto D'Annunzio spa chiude con una perdita di euro 4.574.126, pari ad una perdita giornaliera di euro 12.531,85". 
 
Dellai segnala anche il ridotto numero di voli, legato allo slittamento per il secondo anno consecutivo (2012/2011) del "progetto carburante" dello scalo di Brescia (con vocazione traffico cargo) che comporta la disponibilità del carburante a prezzi competitivi. Slittamento - continua il presidente - dovuto ai "lunghi iter burocratici per ottenere le certificazioni e gli atti autorizzativi degli enti di riferimento, con conseguente diminuzione del traffico dello scalo bresciano, con particolare riferimento alla movimentazione cargo".
 
In secondo luogo il calo dei voli dipende dall'interruzione su questo scalo dell'attività di Ryanair, che ha trasferito a Verona i collegamenti con Londra e Cagliari riducendo il traffico passeggeri su Brescia.
 
Va male anche il Catullo di Verona
In perdita anche l'aeroporto Catullo di Verona. Ne dà sempre conto il presidente Dellai, ma questa volta rispondendo a un'interrogazione firmata da Bruno Firmani, esponente dell'Idv in Consiglio provinciale. 
 
Informa Dellai che "il risultato gestionale dei primi 6 mesi del 2011, prima delle imposte e degli oneri straordinari, evidenzia una perdita di 8,8 milioni di euro malgrado un incremento dei passeggeri nell'ordine del 12,8% per lo scalo di Verona. Si prospetta inoltre - prosegue il presidente - l'emersione di imposte straordinarie dovute alle modalità di contabilizzazione e recupero di perdite pregresse, passibili di generare un'ulteriore sopravvenienza passiva di 7,1 milioni di euro".
 
Quanto alle cause di questo risultato, Dellai elenca il mancato apporto di marginalità da parte del traffico generato da Ryanair, una pesante flessione del segmento charter, nell'ordine del 25,6%, dovuta alla situazione di forte instabilità politica in Egitto e Tunisia, le difficoltà incontrate nel perseguimento dei programmi di riorganizzazione delle società volti all'incremento della produttività, dell'efficienza operativa e della competitività, la mancata ripresa dell'attività cargo sullo scalo di Brescia e infine l'incremento degli oneri finanziari conseguente al rialzo dei tassi di interesse.
 
Dellai assicura peraltro che la Provincia è impegnata a definire insieme ad altri soci un progetto di rilancio del sistema aeroportuale di Verona e Brescia per contenere le perdite e avviare un recupero di redditività.

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