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Accoglienza profughi: 905 persone in Trentino, anche 42 bambini soli

Emerge dai dati diffusi dal Cinformi di Trento, ufficio del Dipartimento salute e solidarietà sociale della Provincia autonoma di Trento. Si tratta di persone che, su precisa richiesta dello Stato italiano, la Provincia autonoma di Trento accoglie

Alla data del 16 novembre 2015 sono 905 i migranti forzati fra accoglienza ordinaria e straordinaria accolti in Trentino. Emerge dai dati diffusi dal Cinformi di Trento, ufficio del Dipartimento salute e solidarietà sociale della Provincia autonoma di Trento. Si tratta di persone che, su precisa richiesta dello Stato italiano, la Provincia autonoma di Trento accoglie.

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Quanti sono
976 persone è la quota richiesta al Trentino dal Ministero dell'Interno
905 sono i migranti attualmente presenti in Trentino, distribuiti in 26 comuni e 97 strutture. Di questi, 853 sono richiedenti o titolari di protezione internazionale, 10 potenziali vittime di tratta e 42 minori stranieri non accompagnati. Nel corso del 2015 sono state accolte complessivamente 1282 persone con un'età media di 25 anni, mentre sono 729 le persone che nell'anno in corso sono uscite dal Trentino dopo essere state accolte. La maggioranza, 840, sono maschi, soltanto 65 le femmine.

Quanto costano
Spese a carico dello Stato pari ad un massimo di 30 euro al giorno per persona. La spesa attuale: 27,50 euro al giorno per persona. Vitto e alloggio 45% (12,50 euro), personale 34% (9,50 euro), pocket money 9% (2,50 euro), formazione 6% (1,50 euro), generi prima necessità 6% (1,50 euro). La prima accoglienza avviene presso il Campo di Marco, vicino a Rovereto. Qui avvengono le prime visite mediche da parte del Servizio sanitario, si avviano le procedure di identificazione delle persone attraverso la Questura, iniziano le attività di orientamento al territorio e ai servizi, si procede al supporto per le procedure di richiesta di protezione internazionale, vengono iscritti al servizio sanitario, partecipano ai corsi di lingua e cultura italiana, attendono di essere trasferiti in altri luoghi di seconda accoglienza (entro 5/6 mesi).


Chi li gestisce
In Trentino la gestione è di diretta competenza della Provincia che si avvale del privato sociale
CINFORMI, Dipartimento Protezione civile, Servizio per il sostegno occupazionale (PAT), Azienda sanitaria, Comuni e Comunità di Valle. Enti privati: Croce Rossa italiana (Comit. Prov.), e moltissime cooperative sociali come Atas onlus, Coop. Arcobaleno, Centro Astalli, Fili, Coop. Città Aperta, Infusione, More, Nircoop, Punto d'Approdo, Samuele, traMe e Terra, Cif , La Savana onlus, Fondazione Opera Famiglia Materna.

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