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Zona gialla, i passi per la riapertura del governo Draghi tra aprile e maggio

Il processo graduale di ripartenza, con protocolli e direttive

Slittano le riaperture. Sembra che la data per il ritorno alla zona gialla sia stata spostata a lunedì 3 maggio, si era parlato a lungo del 26 aprile. Il governo Draghi ragiona attorno all'ipotesi di cominciare in quella data un processo di graduale riapertura per portare l'Italia fuori dal lockdown. Il processo, numeri dell'epidemia permettendo, si concluderà in autunno ma il passaggio tra maggio e giugno sarà quello decisivo. 

Altri dettagli e indiscrezioni sulla riapertura spostata ai primi di maggio arrivano proprio il giorno delle classificazioni, il venerdì. Il 16 aprile vedrà, oltre al Trentino, altre dieci regioni e province autonome con numeri da zona gialla che rimarranno comunque in zona arancione anche dopo l'ordinanza del ministro della Salute Roberto Speranza per effetto dell'ultimo decreto di Draghi che ha sospeso le aree a minori restrizioni. La data del 3 maggio che circola oggi sui giornali non è presa a caso.

Il premier dovrebbe annunciare a breve le riaperture "graduali" da fondare sui dati e sui numeri dell'epidemia, prima alle Regioni con cui è in programma un incontro, poi nella conferenza stampa attesa per la serata. Dove si comincerà a presentare lo schema del decreto di cui si attende l'approvazione a breve, forse già la prossima settimana. La gradualità nelle riaperture sarà garantita da un cronoprogramma che prevede un calendario ben preciso, che leghi le riaperture progressive all'andamento della campagna vaccinale.

Le nuove regole per le zone gialle

La riapertura in programma per il 3 maggio e l'eventuale anticipo per il 26 aprile si portano dietro anche i protocolli per le attività. I presidenti di Regione hanno approvato giovedì il loro piano per le riaperture di bar, ristoranti, cinema, teatri, palestre, piscine e stabilimenti balneari. Le regole fissate dalle Regioni seguono sempre la regola del distanziamento, persino raddoppiato a due metri dentro bar e ristoranti. "Misure che se rispettate - è scritto nelle linee guida regionali - possono consentire il mantenimento dell’attività anche in scenari epidemiologici definiti ad alto rischio". La Stampa anticipa un possibile calendario-cronoprogramma delle riaperture:

  • il 26 aprile riapriranno i ristoranti nelle regioni "virtuose";
  • il 3 maggio riapriranno i ristoranti in zona gialla;
  • il 15 maggio tocca agli stadi con 15mila spettatori;
  • il 16 maggio si programma la riapertura sia a pranzo che a cena; 
  • il 3 giugno potrebbe essere la data giusta per palestre e piscine

Quindi da qui si partirà per riorganizzare anche le regole della zona gialla. Ma le regole entro le quali sarà possibile procedere agli allentamenti non sono ancora certe. Su questo è al lavoro il Comitato Tecnico Scientifico, ora alle prese con le linee guida delle Regioni. Tra le proposte avanzate nel documento, però, sembra difficile che possa essere accolta la possibilità di applicare misure analoghe da estendere anche alla zona rossa, oltre a quella di permettere l'utilizzo di docce e spogliatoi in palestre e piscine.

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