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Variante Delta: le previsioni in Italia degli esperti: "far finta di niente è impossibile"

La previsione degli esperti è che entro l'inizio di agosto il 70% delle nuove infezioni da Sars-CoV-2 in Europa sarà causato da questa variante. Il fisico Vespignani: "Ecco perché non occuparsi di questa variante è impossibile per via delle evidenze accumulate". Cartabellotta: "Parlarne non è terrorismo" 

Sono 85 i Paesi nel mondo che hanno segnalato la presenza della varinate Delta. La variante Delta, secondo alcuni esperti, entro fine agosto potrebbe diventare nei prossimi mesi la forma dominante di Covid in Italia e in Europa. C'è una "altissima probabilità" che la variante Delta del coronavirus pandemico diventi dominante a breve nell'Unione Europea e nello Spazio economico europeo (See) secondo il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie. Il Robert Koch Institute sostiene che la variante Delta sia raddoppiata in Germania in una settimana e si attesti attorno al 15%. "L'attuale distribuzione delle varianti in Germania mostra che ci si può aspettare che il VOC B.1.617.2 prevalga sulle altre varianti".

Variante Delta: previsioni

La previsione degli esperti, riportata da Today, è che entro inizio agosto il 70% delle nuove infezioni da Sars-CoV-2 in Europa possa essere causato da questa variante, percentuale che salirà entro fine agosto, prospetta l'Ecdc. Una stima effettuata in base a modelli di previsione basati sul fatto che la variante Delta è del 40-60% più trasmissibile rispetto alla variante inglese.

"Non occuparsi di questa variante è impossibile per via delle evidenze accumulate" spiega in un thread su Twitter Alessandro Vespignani, fisico, scienziSonoato, comnunicatore. Prendiamo come esempio questa analisi di Rt per ogni variante in 16 stati USA. Consideriamo che negli USA la copertura a due dosi e' del 45% (anche se alcuni Stati sono ~33%) da confrontare con l'Italia che per le due dosi e' a ~27%. Sia negli USA che in Europa gli scenari a partire da questi numeri indicano che bisogna occuparsi della Delta".

"La risposta consiste nel lavorare su tutti i fronti - continua Vespignani -  1) Vaccinazioni 2) Test e capacita' di sequenziamento 3) Screening e controllo dei viaggiatori 4) Tracciamento (interrompere le catene di trasmissione). Le 2,3,4 sono essenziali per rallentare Delta e dare piu' tempo a 1".

"Come abbiamo imparato in questi lunghi mesi di pandemia dobbiamo usare tutti gli strumenti possibili. Il miglior modo per evitarsi problemi e' di Anticipare, Agire ed essere Agili nell'adattarsi ai cambi di quadro epidemiologico" conclude.

Magrini (Aifa): "In Italia si traccia meno che in Inghilterra"

Nicola Magrini, direttore generale dell'Agenzia italiana del farmaco (Aifa), spiega in un'intervista al Corriere della Sera che, a differenza del Regno Unito, "ci sentiamo più protetti, perché molti in Italia hanno già preso due dosi" di vaccino. Tuttavia, ha aggiunto, "facciamo pochi screening": "Rispetto al Regno Unito ne facciamo dieci, forse venti volte di meno. La nostra capacità di tracciare su scala nazionale è limitata e probabilmente al di sotto dello standard per poter mappare con precisione".

Proprio la variante Delta, arrivata dall'India, evidenzia che nessun paese è sicuro se non lo sono tutti. Per questo, ha ricordato Magrini, l'Italia donerà presto 70 milioni di dosi di vaccino ai Paesi che ne hanno bisogno: "Il G7 si è impegnato a donare un miliardo di dosi, dunque 500 milioni da parte dell'Europa e 60 o 70 milioni da parte del l'Italia. Verosimilmente avverrà nelle prossime settimane". Anche se, ha sottolineato, "per offrire una copertura al Sud del mondo servono almeno quattro-sei miliardi di dosi".

"Preoccupare viene dal latino "praeoccupare", ovvero "occupare prima, prevenire". Ecco perchè parlare di variante indiana "non è terrorismo" assicura Nino Cartabellotta di Gimbe.

I casi di Covid nel mondo sono in calo

Continua a diminuire il numero globale di nuovi casi e di morti Covid nel mondo nell'ultima settimana monitorata dall'Organizzazione mondiale della sanità (Oms), quella tra il 14 e il 20 giugno. In questi 7 giorni, fa notare l'Oms, è stata toccata la più bassa incidenza settimanale da febbraio 2021. Si parla di oltre 2,5 milioni di nuovi contagi, in calo del 6% rispetto alla settimana precedente. Oltre 64mila i decessi, - 12% rispetto alla settimana precedente. In Europa i nuovi casi settimanali sono stati 324.829, pari al 13% del totale mondiale e in calo del 6% come la media globale, le morti 6.452 (10% del totale), in calo del 12%. I dati totali di quest'area superano 55,3 mln di casi e 1,1 mln di morti. E il contatore mondiale oltrepassa i 177 mln di casi da inizio pandemia. Mentre le Americhe e le Regioni del Pacifico occidentale nell'ultima settimana hanno riportato numeri di nuovi casi settimanali simili alla settimana precedente, e il Sud-Est asiatico e le Regioni europee hanno riportato un calo, la Regione africana ha invece registrato un marcato aumento del numero di casi settimanali rispetto alla settimana precedente. A livello globale la mortalità rimane elevata, viaggiando a un ritmo di oltre 9mila decessi giornalieri nell'ultima settimana. Ma il numero di morti segnalati negli ultimi 7 giorni è sceso ovunque tranne che nelle Regioni del Mediterraneo orientale e in quelle africane. Il numero più alto di nuovi casi è stato segnalato questa settimana da Brasile (505.344 nuovi casi; aumento dell'11%), India (441.976 nuovi casi; diminuzione del 30%), Colombia (193.907 nuovi casi; aumento del 10%), Argentina (149.673 nuovi casi; diminuzione del 16%) e Russia (108.139 nuovi casi; aumento del 31%).

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