Sabato, 25 Settembre 2021
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L'ultimo saluto della “Civica” a Marta Altadonna

Esempio di umiltà e dedizione, alla Rsa tutti la ricordano con affetto e i tanti lavoratori che sono stati, di fatto, la sua famiglia

Si è spenta a fine luglio, alla Rsa San Bartolomeo, la signora Marta Altadonna. La sua è una storia che ha appassionato molte persone. Classe 1924, è arrivata giovanissima, perché rimasta orfana, all’interno della struttura che al tempo era gestita dalle suore. Qui ha trascorso tutta la sua vita e, non avendo familiari se non qualche lontano conoscente residente nella zona di Venezia, ha avuto nell’istituto cristiano prima e nell’Apsp poi, tutta la sua famiglia.

Dallo staff spiegano: "Fu accolta dalle suore che praticamente la adottarono e, fin da allora, lei si è sempre spesa per ripagare l’ospitalità. Ha sempre svolto piccoli lavori, di ogni tipo, soprattutto aiutando in lavanderia. Qui ha fatto la sua parte fino a davvero pochissimo tempo fa, quando le forze sono venute meno e ha dovuto, a malincuore, rinunciare". Molto impegnata all'interno della struttura, chi l'ha conosciuta ha raccontato quanto fosse grande la passione che la donna metteva anche nell’aiutare il cappellano: per preparare la chiesa ma anche per le letture, svolgendo, in parte, anbche il ruolo di perpetua.

"Era una figura familiare, amica, tanto che quando è stata inaugurata la nuova struttura, a lei è stata anche data una piccola targa, per ringraziarla del suo impegno quotidiano - ricorda lo staff della struttura -. Basti pensare che anche quando aveva qualche acciacco di salute, la sua principale preoccupazione era non poter andare ad aiutare in lavanderia".

L'hanno definita un esempio di umiltà e dedizione. Alla Rsa tutti la ricordano con affetto e i tanti lavoratori che sono stati, di fatto, la sua famiglia.

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