Riapre la stagione venatoria, Enpa: "Ecco le regole per non finire impallinati"

L'associazione animalista ricorda agli escursionisti alcune norme per evitare di incorrere in pericoli

Immagine repertorio

Con la riapertura della stagione venatoria, domenica 1° settembre, Enpa ha voluto ricordare alcune regole di sicurezza a escursionisti, fungaioli e frequentatori della montagna. 

I danni provocati dalla caccia

"Si è aperta un'altra stagione venatoria, che ucciderà quel patrimonio indisponibile dello Stato e della comunità internazionale costituito dalla fauna selvatica - scrive Enpa in una nota -. Nella quasi totalità delle regioni si spara a specie di avifauna le cui popolazioni sono fortemente in declino. Si spara mentre i piccoli di alcune specie sono ancora immaturi o dipendenti dai genitori. Si spara nonostante la biodiversità sia sempre più provata dai cambiamenti climatici e la crisi ambientale sia sempre più profonda. Si spara nonostante i morti e i feriti che questa crudele attività ogni anno causa, in totale incompatibilità con la sicurezza delle persone".

Le norme per non incorrere in pericoli

Proprio sulla base di queste premesse l'associazione ha voluto stilare una sorta di vademecum per girare in montagna in sicurezza. "Pare brutto doversi vestire come degli arlecchini - annota Enpa - ma un abbigliamento sgargiante, magari un giubbotto giallo o arancione, potrebbe renderci meno confondibili con un cervo o un cinghiale. E se prevediamo di attardarci in passeggiata, meglio che il giubbotto sia dotato di bande catarifrangenti".

"Sempre valido - prosegue l'Ente - il consiglio di chiacchierare, specialmente se ci siamo inoltrati nel fitto della vegetazione: potremo evitare colpi sparati alla cieca, al solo rumore di foglie pestate o rami spezzati. Nell'esercizio della caccia, devono essere rispettate alcune norme, che è utile sapere. Distanze dalle case: la caccia è vietata per una distanza di 100 metri da case, fabbriche, edifici adibiti a posto di lavoro".

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Enpa ricorda inifine che la caccia è consentita solo a cento metri di distanza da branchi, mandrie e greggi, e che è vietata quella che prevede l'uso di reti, trappole, tagliole, vischio, esche e bocconi avvelenati, lacci, archetti, balestre, gabbie trappola. Inoltre, durante la settimana nei giorni di martedì e venerdì vi è l'obbligo di assoluto silenzio venatorio. "Qualora si fosse testimoni di violazioni alle norme sopra citate - sottolinea l'associazione animalista - si potranno segnalare gli illeciti penali sia alle Forze dell'ordine che alle guardie venatorie, guardie forestali e guardia caccia, affinché gli autori vengano denunciati alla Magistratura. 

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