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Animali sotto pressione tra incendi e caccia. Oipa: "Fermate la stagione venatoria"

Gli animalisti: "È ora di mettere da parte gli interessi della lobby venatoria e della lobby delle armi e prendere finalmente una posizione chiara di salvaguardia del patrimonio dello Stato rappresentato dalla fauna e dall’ambiente"

Le fiamme hanno distrutto interi habitat ed ecosistemi durante l'estate del 2022. La mancanza d’acqua sta mettendo a dura prova tutti. Oipa, Leidaa e Lndc Animal Protection a inizio agosto hanno fatto sapere che hanno inviato a Mite e Regioni la richiesta di prendere urgentemente misure per proteggere gli animali e l’ambiente, sospendendo il calendario venatorio 2022-2023 dando così alla fauna il modo di riprendersi dalle difficoltà senza doversi anche difendere dai cacciatori.

In questa estate 2022, complice anche la siccità che da tempo affligge il Paese, sono moltissimi i roghi che hanno devastato diverse zone dell’Italia. Gli interventi dei vigili del fuoco per domare incendi boschivi e di altre aree di vegetazione ammontano a oltre 33 mila dal 15 giugno a inizio agosto. Secondo quanto riportato dagli animalisti, questo numero sarebbe di gran lunga superiore a quello relativo allo stesso periodo dello scorso anno. Il prezzo della devastazione lo pagano tutti, animali ed esseri umani, per l’impatto che ha 6sull’ambiente in generale. Gli animali selvatici, però, vivono direttamente le conseguenze, perché vedono andare in fumo quella che fino a ieri era la loro casa e il loro habitat. Un disastro ambientale che mette a serio rischio la biodiversità.

"Tra la mancanza di acqua e i roghi, la fauna selvatica sta soffrendo molto più del solito in questa torrida estate", affermano le associazioni Leidaa, Lndc Animal Protection e Oipa. «Abbiamo quindi scritto una lettera al Ministro della Transizione Ecologica e a tutti i Presidenti di Regione ricordando l’importanza degli animali selvatici e della biodiversità, sancita anche dall’articolo 9 della Costituzione, e chiedendo che vengano particolarmente tutelati in questo periodo così difficile. In particolare, abbiamo chiesto che venga sospesa ogni attività venatoria nei mesi a venire sia nei territori direttamente coinvolti dagli incendi sia in quelli limitrofi, perché gli animali che hanno perso il loro habitat devono poter trovare un rifugio sicuro senza doversi anche preoccupare di scappare dai cacciatori".

"È ora di mettere da parte gli interessi della lobby venatoria e della lobby delle armi e prendere finalmente una posizione chiara di salvaguardia del patrimonio dello Stato rappresentato dalla fauna e dall’ambiente tutto, ora più che mai», continuano le associazioni. L’uomo si è già reso responsabile di gran parte dei cambiamenti climatici che hanno causato la siccità ed è quasi sempre il diretto responsabile degli incendi che devastano interi boschi. Adesso è venuto il momento di mettere giù i fucili e dare alla fauna selvatica la possibilità di riprendersi dalle difficoltà di questo drammatico momento e ricostituire il proprio habitat in tranquillità. Nella speranza che questo aiuti tutti a capire che la caccia non è altro che un hobby dannoso e crudele".

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