Maltempo: chiunque potrà donare un'ora di lavoro

Intesa con i sindacati, come avvenne per l'Emilia e per il Nepal i lavoratori trentini potranno donare un'ora di retribuzione

Ogni lavoratore può donare almeno un'ora della propria retribuzione a sostegno di interventi di ripristino dopo l'ondata di maltempo di fine ottobre in Trentino. Altrettanto farà il suo datore di lavoro. L'intesa è stata firmata oggi, lunedì 17 dicembre. “E' un atto che va nella giusta direzione e che dimostra ancora una volta, come in passato, la capacità di tutto il sistema trentino di attivarsi in modo autonomo e dare risposte di fronte alle situazioni di grande difficoltà – commentano i segretari provinciali di Cgil Cisl Uil del Trentino Franco Ianeselli, Lorenzo Pomini e Walter Alotti -. Auspichiamo che la solidarietà dei lavoratori e delle imprese trentine sia massima, da parte nostra daremo diffusione a questo accordo in tutti i luoghi di lavoro”.

I sindacati hanno colto l'occasione di questa mattina anche per sottolineare ancora una volta la centralità del tema sicurezza in questa delicata fase di interventi sul territorio. Una necessità che hanno condiviso sia il presidente della Giunta, Maurizio Fugatti, sia le associazioni datoriali.

“Siamo tutti consapevoli che il settore forestale è uno di quelli a maggior rischio infortuni. Alla luce dei fatti gravi che si sono scoperti in questi giorni in merito alla morte sul lavoro a Sagron Mis riteniamo che sia indispensabile fare ogni sforzo possibile per rafforzare la sicurezza sul lavoro e contrastare ogni forma di irregolarità. Dove c'è lavoro nero e irregolare il rischio di infortuni è evidentemente maggiore” ha detto Fugatti.

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Si è ipotizzato dunque di utilizzare i mesi invernali, che coincidono con un periodo di minore impegno per i lavoratori del settore, per svolgere azioni formative diffuse per lavoratori, imprese e cittadini. “L'attenzione deve essere massima perché gli interventi sul territorio avvengano nel rispetto della sicurezza e della regolarità, mai a scapito di vite umane”, concludono i tre segretari.

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