Mercoledì, 22 Settembre 2021
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L'Italia non è più nella fascia di massimo rischio covid: quasi tutto il Paese in rosso

La mappa dell'Ecdc viene aggiornata ogni giovedì sulla base dei dati ricevuti dai singoli Stati fino a martedì e riguarda le restrizioni da imporre sulla libera circolazione dei cittadini nell'Ue

Aggiornata la mappa dell'Ecdc, l'Italia non è più nella fascia di massimo rischio per il contagio da coronavirus. Quasi tutte le zone sono in rosso, mentre la settimana precedente erano tre quelle ancora in rosso scuro, la fascia di massimo rischio nella mappa a colori dell'Europa aggiornata giovedì 22 aprile dall'Ecdc, il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie. Nel resto d'Europa è molto difficile la situazione in Francia, Polonia, Croazia, Slovenia e Ungheria, quasi tutte in rosso scuro.

La mappa dell'Ecdc

Secondo la previsione statistica (European Covid-19 Forecast Hub), i casi e i decessi per Covid-19 in Italia dovrebbero scendere nelle prossime settimane. La previsione è stata elaborata dall'Ecdc fino al primo maggio per tutti i Paesi Ue. La mappa viene aggiornata dall'Ecdc ogni giovedì, sulla base dei dati ricevuti dai singoli Stati fino a martedì e riguarda le restrizioni da imporre sulla libera circolazione dei cittadini nell'Ue. I colori delle zone a rischio covid simulano l'applicazione della raccomandazione sulle restrizioni di viaggio interne all'Ue. Secondo questa raccomandazione, che mira a contrastare la diffusione delle nuove varianti del coronavirus Sars-CoV-2, per chi proviene da una regione in "rosso scuro" gli Stati membri dovrebbero richiedere di effettuare un tampone prima dell'arrivo e trascorrere un periodo di quarantena. Si tratta di raccomandazioni e non di misure restrittive imposte dai governi.

Con il colore rosso scuro, che si aggiunge agli altri già presenti nella mappa (verde, arancione, rosso e grigio), vengono indicati i territori in cui il tasso di notifica di nuovi casi negli ultimi 14 giorni è superiore a 500 persone ogni 100mila abitanti. Le regioni si trovano invece in zona rossa se l'incidenza è tra i 50 e i 150 casi ogni 100mila abitanti e il tasso di positività dei tamponi è superiore al 4% o quando l'incidenza è superiore ai 150 ma inferiore ai 500 casi ogni 100mila abitanti, anche in caso di minore tasso di positività ai tamponi.

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