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Le vecchie foto di Trento diventano (quasi) di pubblico dominio

Si tratta delle fotografie presenti nell'archivio storico provinciale, il fondo conta oltre un milione di pezzi

Diventano (quasi) di pubblico dominio le immagini di conservate presso l’Archivio fotografico provinciale di Trento.

 

Le nuove disposizioni, infatti, stabiliscono che la Soprintendenza provinciale potrà liberalizzare le immagini attraverso licenze aperte. Le modifiche includono inoltre una sostanziale riduzione delle tariffe di riproduzione per uso culturale e scientifico, non solo: ci sarà anche una significativa limitazione degli oneri anche per gli usi strettamente commerciali.

Una prima esperienza di liberalizzazione delle immagini di fotografie dell’Archivio è già in cantiere: per il 700esimo anno della morte di Dante Alighieri l'ufficio stampa provinciale e la soprintendenza creeranno una mostra virtuale con al centro il monumento di Trento dedicato al poeta fiorentino. 

L'archivio fotografico provinciale

L’Archivio fotografico storico provinciale ad oggi conta oltre un milione e mezzo di esemplari prevalentemente relativi al contesto trentino in tutti i suoi aspetti storici, ambientali, paesaggistici, antropologici, socioeconomici, culturali e di vita materiale; al vasto nucleo di fotografie di documentazione del patrimonio culturale provinciale si aggiungono archivi professionali di fotografi trentini e non, archivi fotografici cessati di istituzioni e altri enti, collezioni di fotografie e di cartoline. Il patrimonio è costituito da fondi di proprietà della Provincia autonoma di Trento e da fondi in deposito appartenenti a terzi. Il materiale è suddiviso in 53 fondi di consistenza molto varia: da compatte collezioni di pochi pezzi, come le fotografie relative all’attività di spionaggio sulle montagne trentine svolta da Giuseppe Colpi nel clima irredentista, agli archivi professionali di fotografi e imprese familiari come lo studio Bosetti (294.000 unità), l'archivio Fratelli Pedrotti (115.000 fototipi), Flavio Faganello, Rodolfo Rensi (entrambi oltre i 400.000). Gli archivi di Faganello e del fotografo Luciano Eccher (130.000 unità) includono anche migliaia di fototipi storici da loro raccolti in qualità di conoscitori e avvertiti collezionisti. Tra le collezioni di cartoline si segnala quella acquisita da Renato Mazzalai, tra le più complete e organiche per il territorio trentino, con oltre 16.000 pezzi stampati da centinaia di editori locali e dalle principali ditte transalpine.

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