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Fedez sul palco del Primo Maggio

Fedez sul palco del Primo Maggio

Primo Maggio, le parole di Fedez e il botta e risposta con Salvini

Nel suo discorso di sabato 1° maggio, Fedez ha accusato apertamente i vertici Rai di averlo provato a censurare. Rai si è difesa. Dopo un primo appello al premier Draghi di invitandolo a occuparsi anche dei lavoratori dello spettacolo, poi ha affrontato il discorso ddl Zan

Fedez non si ferma, un discorso duro quello fatto sul palco del primo maggio in diretta su Rai3. Il rapper, come riprota Today, ha attaccato a viso aperto la Lega sul ddl Zan, la legge contro l'omotransfobia, che porta il nome dell'attivista e deputato del Pd Alessandro Zan e che dopo settimane di polemiche, rinvii, rimpalli e ostruzionismo a fine aprile è stata calendarizzata in Senato. Fedez se l’è presa in particolare contro il senatore leghista Andrea Ostellari, presidente della commissione Giustizia, accusato nei giorni precedenti dallo stesso Zan di non essere stato al di sopra delle parti. «Ha deciso di tenere la legge nel cassetto e l'ha calendarizzata solo adesso dopo che la Camera l'ha approvata lo scorso anno» ha fatto sapere il deputato dem. Che poi ha aggiunto. «Spero che visto che si è autoincoronato relatore dimostri ora di essere superpartes».

Cos'è successo con la Rai

Nel suo discorso di sabato 1° maggio, Fedez ha accusato apertamente i vertici Rai di averlo provato a censurare. «È la prima volta che mi succede di dover inviare il testo di un mio intervento perché venga sottoposto ad approvazione politica, approvazione che purtroppo non c'è stata in prima battuta, o meglio dai vertici di Raitre mi hanno chiesto di ometterne dei partiti e dei nomi e di edulcorarne il contenuto», dice il rapper. «Ho dovuto lottare un pochino ma alla fine mi hanno dato il permesso di esprimermi liberamente. Come ci insegna il Primo maggio, nel nostro piccolo dobbiamo lottare per le cose importanti. Ovviamente da persona libera mi assumo tutta la responsabilità di ciò che dico e faccio. Il contenuto di questo intervento è stato definito inopportuno dalla vicedirettrice di Raitre». Fedez ha prima rivolto un appello al premier Mario Draghi, invitandolo a occuparsi anche dei lavoratori dello spettacolo, poi ha affrontato il discorso ddl Zan.  

«Questa era la parte approvata, ora arriva la parte forte... Due parole sull'uomo del momento, il sonnecchiante Ostellari», dice il rapper riferendosi all'esponente leghista che ha deciso di incardinare il ddl Zan sull’omofobia ma tenendo per sé il ruolo di relatore. «Ha deciso che un disegno di legge di iniziativa parlamentare come il Ddl Zan, già approvato alla Camera, può essere bloccato dalla voglia di protagonismo di un singolo, cioè se stesso. D'altronde Ostellari fa parte di uno schieramento che si è distinto negli anni per la lotta all'uguaglianza. Qualcuno come Ostellari ha detto che ci sono altre priorità rispetto al Ddl Zan» compreso «il vitalizio di Formigoni» che è «più importante della tutela dei diritti di tutti». Non fa sconti Fedez ed elenca alcune delle frasi pronunciate da esponenti o candidati del Carroccio come: «Se avessi un figlio gay lo brucerei nel forno», «gay vittime di aberrazioni della natura», «i gay sono una sciagura per la riproduzione» o «il matrimonio gay porta l'estinzione della razza».

La Rai contro il video della telefonata pubblicata da Fedez

La Rai si difende e smentisce di aver provato a censurare l’artista, ma la replica di Fedez arriva fulminea: pubblica la telefonata con i vertici. «La direzione di Rai3 conferma di non aver mai chiesto preventivamente i testi degli artisti intervenuti al concerto del Primo Maggio - richiesta invece avanzata dalla società che organizza il concerto - e di non aver mai operato forme di censura preventiva nei confronti di alcun artista», spiega Rai3 in una nota. «In riferimento al video pubblicato sul suo profilo Twitter da Fedez, notiamo che l'intervento relativo alla vicedirettrice di Rai3 Ilaria Capitani (l'unica persona dell'azienda Rai tra quelle che intervengono nella conversazione pubblicata da Fedez) non corrisponde integralmente a quanto riportato, essendo stati operati dei tagli. Le parole realmente dette sono: ‘Mi scusi Fedez, sono Ilaria Capitani, vicedirettrice di Rai3, la Rai non ha proprio alcuna censura da fare. Nel senso che… La Rai fa un acquisto di diritti e ripresa, quindi la Rai non è responsabile né della sua presenza, ci mancherebbe altro, né di quello che lei dirà».

Le schermaglie tra Fedez e Salvini (prima e dopo il concerto)

Invece con Salvini e la Lega le schermaglie erano iniziate dal pomeriggio, quando era ormai chiaro a tutti che Fedez su quel palco non le avrebbe mandate a dire. «Il 'concertone' costa circa 500.000 euro agli italiani, a tutti gli italiani, quindi i comizi 'de sinistra' sarebbero fuori luogo» aveva scritto Matteo Salvini prima ancora che il rapper salisse sul palco. Secca e puntuale la replica del cantante: «Io vado al concertone a gratis e pago i miei musicisti che non lavorano da un anno e sul palco vorrei esprimermi da uomo libero senza che gli artisti debbano inviare i loro discorsi per approvazione preventiva da voi politici. Il suo partito ci è costato 49 milioni di euro».

Dopo l’esibizione paradossalmente i toni si sono raffredati. «Un cantante di sinistra litiga coi vertici Rai di sinistra. Così è. L'Italia se ne farà una ragione» avrebbe chiosato Salvini. Che poi su facebook è tornato a parlare del ddl Zan inviando il rapper ad una tregua. «Chi aggredisce un omosessuale o un eterosessuale, un bianco o un nero, un cristiano o un buddhista, un giovane o un anziano, rischia fino a 16 anni di carcere. È già così. Reinvito Fedez a bere un caffè, tranquilli, per parlare di libertà e di diritti» scrive il segretario del Carroccio. Che poi aggiunge: «Viva la Libertà, che non può imporre per legge di zittire o processare chi crede che la famiglia, come anche la Costituzione prevede, sia la cellula, il nucleo, il cuore, il passato, il presente e il futuro del mondo». In realtà, come ricorda Today, a differenza di quanto sembra sostenere Salvini, il ddl Zan non prevede affatto di processare chi esprime le proprie idee, tanto che nel testo viene specificato che la libera espressione e manifestazione di convincimenti od opinioni riconducibili al pluralismo delle idee è sempre consentita purché queste non istighino all'odio o alla violenza. 

Lo stesso relatore della legge, il deputato Alessandro Zan, aveva precisato che «la libertà di espressione è garantita purché non sia idonea a creare una condizione di pericolo o violenza. Se io dico che l’omosessualità è un peccato è un'opinione, se dico che la vera famiglia è formata da mamma e papà è un’opinione, dire che i gay devono morire tutti, non è più una opinione».

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