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Venerdì, 20 Maggio 2022
L'aggiornamento

Covid, monitoraggio Gimbe: “Salgono i contagi, arranca la quarta dose”

Cartabellotta: "Con questi numeri, se è ragionevole mandare in soffitta il green pass, è follia abolire l’obbligo di mascherina al chiuso"

Secondo l’ultimo monitoraggio indipendente della fondazione Gimbe, nella settimana dal 20 al 26 aprile c’è stato un aumento dei nuovi casi e dei decessi (1.034 vs 861) in Italia, rispetto alla settimana precedente. In crescita anche i casi attualmente positivi, le persone in isolamento domiciliare e i ricoveri con sintomi, mentre si confermano in leggero calo le terapie intensive (409 vs 422).

Cosa succede in Trentino

In Trentino, nella settimana tra il 20 e il 26 aprile, si registra una performance in peggioramento per i casi attualmente positivi per 100mila abitanti (709) e si evidenzia un aumento dei nuovi casi (18,5%) rispetto alla settimana precedente. Sotto media nazionale i posti letto in area medica (15,7%) e in terapia intensiva (3,3%) occupati da pazienti covid. La percentuale di popolazione over 5 anni che non ha ricevuto nessuna dose di vaccino è pari al 4% (media Italia 7,2%) a cui aggiungere la popolazione over 5 anni temporaneamente protetta, in quanto guarita da covid da meno di 180 giorni, pari al 6,6%.

La percentuale di popolazione over 5 anni che non ha ricevuto la terza dose di vaccino è pari a 6,3% (media Italia 3,9%) a cui aggiungere la popolazione over 5 anni guarita da meno di 120 giorni che non può ricevere la terza dose nell'immediato, pari al 10,2%. Il tasso di copertura vaccinale con quarta dose (persone immunocompromesse) è del 9,3% (media Italia 13,1%). Il tasso di copertura vaccinale con quarta dose (over 80, ospiti Rsa e fragili in fascia 60-79) è del 3,3% (media Italia 2,8%). La popolazione 5-11 che ha completato il ciclo vaccinale è pari 31,1% (media Italia 34,3%) a cui aggiungere un ulteriore 3,2% (media Italia 3,6%) solo con prima dose. L'elenco dei nuovi casi per 100mila abitanti dell'ultima settimana per la provincia di Trento 503 (+18,5% rispetto alla settimana precedente).

“Dopo il netto calo della scorsa settimana - dichiara il presidente Nino Cartabellotta - tornano a salire i nuovi casi settimanali (+22,7%), che si attestano a quota 433 mila con una media mobile a 7 giorni che sfiora i 62 mila casi, a fronte di una risalita dei tamponi totali dell’11,7%”.

Da segnalare anche il calo nelle terapie intensive. “Sul fronte degli ospedali – spiega il direttore operativo Marco Mosti - il numero dei posti letto occupati da pazienti COVID cala ancora in terapia intensiva (-3,1%), mentre la discesa si arresta in area medica (+1,1%)”. Risale purtroppo il numero dei decessi: 1.034 negli ultimi 7 giorni (di cui 93 riferiti a periodi precedenti), con una media di 148 al giorno rispetto ai 123 della settimana precedente.

Quarta dose: come stiamo andando

Al mattino del 27 aprile sono state somministrate 104.049 quarte dosi a persone immunocompresse. In base alla platea ufficiale aggiornata al 9 marzo di 791.376, il tasso di copertura nazionale per le quarte dosi nelle persone immunocompromesse è del 13,1% con nette differenze regionali: dal 2,5% della Calabria al 47,8% del Piemonte. Per quanto riguarda le persone che hanno più di 80 anni, gli ospiti di Rsa e i “fragili”, al 27 aprile erano 122.041 le quarte dosi somministrate, con un tasso di copertura nazionale del 2,8%.

Nuovo decreto green pass e mascherine: cosa succede dal 1° maggio

“Il clamoroso flop delle quarte dosi nelle persone immunocompromesse - commenta Cartabellotta - deve far riflettere le Istituzioni, in particolare considerata l’ulteriore estensione della platea ad altri 4,2 milioni di persone tra le quali arrancano le somministrazioni. Innanzitutto serve un’incisiva campagna d’informazione sia per sensibilizzare la popolazione a rischio di malattia grave sull’efficacia del secondo richiamo, sia per contrastare il generale senso di “stanchezza” nei confronti della campagna vaccinale. Ma l’informazione da sola non basta: deve essere integrata con strategie di chiamata attiva, visto che le Asl dispongono di tutti i dati delle persone inserite nella platea”.

L’efficacia dei vaccini

I dati dell’Istituto Superiore di Sanità dimostrano che:

  • l’efficacia sulla diagnosi rimane sostanzialmente stabile dal 45,3% per i vaccinati con due dosi entro 90 giorni al 47,1% per i vaccinati da più di 120 giorni, per poi salire al 63,7% dopo il richiamo;
  • l’efficacia sulla malattia severa rimane sostanzialmente stabile dal 72,5% per i vaccinati con due dosi entro 90 giorni al 73,9% per i vaccinati da più di 120 giorni, per poi salire al 89,9% dopo il richiamo.

Complessivamente, sottolineano dalla Fondazione, nelle persone vaccinate con ciclo completo (più eventuale dose di richiamo), rispetto a quelle non vaccinate, nelle varie fasce d’età si riduce l’incidenza di diagnosi (del 14,9-56,6%): fa eccezione la fascia 5-11 anni per la quale le diagnosi tra i vaccinati segnano un +25,2% rispetto ai non vaccinati. In tutte le fasce di età si riduce soprattutto l’incidenza di malattia grave (del 30,3-81,9% per ricoveri ordinari; del 59,2-85,7% per le terapie intensive) e decesso (del 59,2-89,9%).

Mascherine: cosa accadrà a maggio

“Con il 1° maggio alle porte - conclude il presidente - i dati dimostrano che la circolazione del virus, già molto elevata, è addirittura in aumento rispetto alla scorsa settimana. La media dei nuovi casi giornalieri è risalita a quasi 62 mila, il tasso di positività dei tamponi molecolari ha superato il 18% e il numero di positivi, ampiamente sottostimato, supera quota 1,23 milioni. Con questi numeri, se è ragionevole mandare in soffitta il green pass che ha ormai esaurito definitivamente il ruolo di ‘spinta gentile’ alla vaccinazione, sarebbe una follia abolire l’obbligo di mascherina nei locali al chiuso, in particolare se affollati e/o scarsamente aerati, e sui mezzi pubblici”.

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