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Coronavirus, l'esperto: «Un lockdown a Natale è possibile»

Il virologo dell’università di Padova, Andrea Crisanti, porta l’esempio della Gran Bretagna che ha deciso di chiudere durante le vacanze scolastiche

Escluso più volte pubblicamente dal presidente del Consiglio dei Ministri Giuseppe Conte, anche durante il festival dell'Economia di Trento, il lockdown, agli occhi di Andrea Crisanti, virologo dell’università di Padova, potrebbe «resettare il sistema». A riportare la notizia e le dichiarazioni è stato il giornale Today. «Credo che un lockdown a Natale sia nell’ordine delle cose: si potrebbe resettare il sistema, abbassare la trasmissione del virus e aumentare il contact tracing. Così come siamo il sistema è saturo» ha affermato Andrea Crisanti a Studio 24 su Rainews citando l’esempio della Gran Bretagna che ha deciso di fare lockdown durante le vacanze scolastiche.

L'esperto, durane le varie dichiarazioni, ha messo in guardia tutti sui rischi della nuova fase dell'epidemia. «I mezzi affollati sono una situazione che favorisce il contagio - continua il virologo -. Una cosa che si potrebbe fare è obbligare i passeggeri a indossare mascherine chirurgiche e vietare l’ingresso con mascherine fai da te. Avrebbe più effetto che discutere se diminuire la capienza».

Il vero problema, per Crisanti, «è l’impostazione per cui le misure vengono prese per inseguire il virus e non per anticiparlo. È vero che non c’è un manuale per affrontare la pandemia ma dalla prima ondata avremmo dovuto imparare molte cose». L'esperto non risparmia una frecciatina: «Nel Comitato tecnico scientifico manca il supporto tecnico e scientifico degli esperti del mondo accademico. Le persone che ne fanno parte hanno visto la pandemia solo in televisione e non sul campo». 

«L'impatto che le misure adottate dal governo avranno lo sapremo tra un paio di settimane. Sono misure di buonsenso che hanno un impatto sulla qualità della vita, penso che dovremmo invece concentrarci sulla capacità che abbiamo di bloccare la trasmissione del virus sul territorio». E ha fatto un esempio: «In Veneto abbiamo avuto 366 casi e 360 isolamenti, ogni caso genera almeno 10-15 contatti quindi avremmo din isolamento almeno 5mila persone». 

Secondo Crisanti «il sistema è collassato, via via che i casi sono aumentati, la capacità di contact tracing e fare tamponi diminuisce e si entra in un circolo vizioso che fa aumentare la trasmissione del virus». Intanto, il nuovo Dpcm (Decreto del presidente del Consiglio dei ministri) è stato firmato ed è attivo da mercoledì 14 ottobre e valido fino al 13 novembre, pone limitazioni e raccomandazioni precise.

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