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Case popolari: dichiarazione di beni immobili in patria per stranieri. Fugatti: "E' una questione di uguaglianza"

Dopo la sentenza della Corte Costituzionale, che ha bocciato una legge regionale dell'Abruzzo, il governatore trentino intende andare avanti: "Lo chiediamo anche agli italiani"

Illegittimo chiedere ai cittadini extracomunitari se posseggano beni immobili nel Paese d'origine al momento della domanda per la casa popolare in Italia. La sentenza della Corte Costituzionale, che ha bocciato la legge della Regione Abruzzo tocca anche il Trentino. La norma, infatti, è stata inserita nel nuovo regolamento Itea (insieme a quella, già bocciata dal Tar chie prevede 10 anni di residenza in Italia) dalla Giunta a trazione leghista di Maurizio Fugatti.

Dopo la sentenza i sindacati Cgil, Cisl e Uil del Trentino, hanno chiesto ad una sola voce che anche questa norma venga cancellata ma il govenratore trentino replica tirando dritto: "E' una questione di ugiaglianza di trattamento, visto che agli italiani chiediamo lo stesso". Si tratta, ben inteso, di un'autocertificazione poichè risultano evidenti, in ogni caso, le difficoltà nel reperire la documentazione che possa verificare la proprietà di immobili all'estero. 
 

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