Aquila uccisa nel nido: mille euro di "taglia" sul bracconiere che ha sparato

Un'associazione locale offre una ricompensa per chi abbia informazioni

Mille euro a chiunque abbia informazioni sul cacciatore che ha sparato all'aquila di Gais, uccisa mentre stava covando le uova nel nido. Questa l'iniziativa messa in campo da un'associazione naturalistica pusterese, il Naturtreff Eisvogel, per fare luce sull'oscuro episodio avvenuto in Valle Aurina la scorsa settimana. 

La Provincia autonoma di Bolzano, tramite la guardia forestale, ha avviato delle indagini ufficiali sulle quali c'è il massimo riserbo, ma che non hanno portato fino ad ora ad alcun risultato. Il sospetti si concentrano sui cacciatori della valle, che secondo un'opinione purtroppo dura a morire vedono nelle aquile dei "concorrenti" nella caccia al camoscio. 

"L'aquila reale - scrive l'associazione su Facebook - è un predatore straordinario e per questo, in tempi poveri quando gli umani dovevano ancora combattere per ogni risorsa, veniva perseguito da cacciatori e pastori, perché rappresentava una concorrenza per la selvaggina e il bestiame". Chiaramente oggi non è più così, ma l'antagonismo sembra essere ancora vivo tra i cacciatori. 

"Questa azione deve essere condannata severamente e chiunque conosca l`identitá del colpevole deve essere consapevole, che con il suo silenzio, è complice della distruzione di un patrimonio naturale che appartiene a tutti noi. Se l'autore è un cacciatore, il suo comportamento ha screditato l'intera comunità di cacciatori. Coloro che coprono un simile atto non sono migliori di questo miserabile bracconiere", conclude amaramente l'associazione. 

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