Strage al rifugio di animali, il Muse: "Per capire le cause bisogna attendere la necroscopia"

Dopo l'uccisione di oche e conigli a Mattarello, gli esperti del Museo evidenziano che solo un esame sulle carcasse può chiarire cosa abbia causato la morte degli animali

Uno degli animali uccisi

Dopo la notizia della strage di animali avvenuta durante la notte di giovedì 24 ottobre al rifugio di Mattarello, gli esperti del Muse, sentiti da TrentoToday, affermano: "Una necroscopia dissiperebbe buona parte dei dubbi relativamente all'accaduto".

Venerdì mattina Ornella Dorigatti, delegata di Oipa Trentino, aveva pubblicato una video-denuncia nella quale si vedevano i cadaveri di oche e conigli sparsi per il recinto. I volontari dell'associazione avevano detto che escludevano si potesse "trattare di predatori, perché le oche e i conigli non erano feriti". 

Secondo il Muse invece nessuna ipotesi è da escludere a priori. "Se sono stati uccisi a bastonate, un'autopsia dovrebbe rivelarlo con relativa facilità - afferma Karol Tabarelli de Fatis, assistente tecnico scientifico al Muse -. Io (dalle immagini, ndr) noto segni di traumatismi su tutte e tre le oche riprese: nella prima mi sembra di intravedere una macchia ematica a terra sulle foglie (ma potrei sbagliarmi con i documenti che ho a disposizione), una ha un’altra apparente ferita sul corpo e la terza un chiaro morso alla gola (che potrebbe anche essere postmortem, visto che nelle 'scene del delitto' in cui dei carnivori predano uccelli da aia i segni della predazione sono evidenti con penne e soprattutto piume sparse un po' ovunque)".

oca uccisa

(Oca uccisa, screenshot dalla video denuncia)

L'esame sulle carcasse nel caso siano state delle bastonate a uccidere gli animali - come ipotizzato dai volontari - dovrebbe, con buona probabilità, evidenziare lacerazioni della cute e/o rotture della scatola cranica e delle vertebre cervicali. Improbabile l'ipotesi che possa essere stata una faina: questo animale, spiegano dal Muse, molto difficilmente preda animali grandi come le oche. "Normalmente, le volpi e i cani non uccidono azzannando il collo ma il dorso", fa poi notare Tabarelli de Fatis. In questo caso, inoltre, normalmente le aie dove è avvenuta la predazione sono piene di piume, cosa che non pare essersi verificata al rifugio di Mattarello. 

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(Oca uccisa, screenshot dalla video denuncia)

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(Oca uccisa, screenshot dalla video denuncia)

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