Rovereto, la fabbrica Adler ancora più in crisi: a rischio 54 posti di lavoro

L'azienda di componentistica per motocicli, da tempo con problemi finanziari, è stata acquistata da una società asiatica che però chiede di dimezzare il personale

Foto da Fb/Operai Contro

Crisi nera alla Adler, la fabbrica di freni e frizioni per motocicli di Rovereto. La società, da tempo in crisi finanziaria, dovrebbe essere acquisita per la parte che produce frizioni automatiche da una multinazionale del sud est asiatico, ma questa chiede che entro marzo si concluda la trattativa sindacale per 23 esuberi, su un totale di 54 dipendenti. 

Nel frattempo però la società bresciana che dovrebbe acquisire l'altra parte della Adler, la linea 'gomma-metallo' sembra non volersi tirare indietro. Nel caso in questo accada potrebbe essere avviata la procedura fallimentare. A comunicarlo la Cgil. Nel frattempo per giovedì 5 marzo è stato indetto un primo sciopero di due ore.

La Adler, nata nel 1958 e proprietà della famiglia Morone, si è trovata alle prese con una forte crisi di liquidità. A metà febbraio era stato individuato un investitore ma il partner finanziario avevo chiesto da subito di dimezzare il personale. La procedura di mobilità era stata aperta all'inizio di febbraio per 19 operai e 4 impiegati. I sindacati Cgil e Cisl si stanno opponendo agli esuberi, sottolineando le grandi potenzialità dell'azienda e il fatto che avrebbe contratti già firmati per il 2021 con case motociclistiche di grande importanza.ente una nuova frizione particolarmente performante che sarà messa in produzione a partire dall'anno prossimo, ha contratti per il 2021 già firmati con case motociclistiche di grande importanza.

“La situazione è grave, tutto il personale è molto preoccupato: non ci sono solo persone che finiranno a casa, ma anche il territorio perde posti di lavoro - aveva dichiarato Mario Cerutti (Cgil Trentino) a metà febbraio, puntando anche il dito contro politici e istituzioni -. Sono tutti silenti. C'è un deserto che avanza, e nessuno dice niente, nessuno parla di lavoro nella campagna elettorale appena iniziata”.

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