Accoglienza, don Farina propone lo "sciopero delle messe". Ecco la risposta del vescovo

La decisione di allontanare 24 donne nigeriane accolte a Lavarone tocca nel vivo la Chiesa trentina. Il vescovo Tisi: "Abbiamo già delle proposte concrete avanzate alla Provincia"

Niente "sciopero delle messe" ma proposte concrete per il destino delle 24 donne nigeriane accolte dalla Diocesi a Lavarone. Un progetto che ora la Provincia vuole smantellare, trasferendo le donne in un altra struttura ed interrompendo un faticoso processo di integrazione già in atto.

Questa volta la Chiesa trentina è entrata direttamente nella polemica sui tagli all'accoglienza, prima con una copertina del settimanale diocesano "Vita Trentina" dedicata al tema, poi con le dichiarazioni di don Marcello Farina che durante l'omelia di domenica ha detto dal pulpito di essre pronto a chiedere al vescovo di chiudere le chiese in una delle domeniche di Quaresima, per protesta.

Accoglienza, l'appello del vescovo: "Chi non ospita rinuncia a vivere"

La replica di monsignor Lauro Tisi, arcivescovo di Trento, non si è fatta attendere: "Sul tema dell'accoglienza abbbiamo già delle proposte concrete, avanzate alla provincia. Le messe servono per chiedere il dono di vivere il Vangelo, senza se e senza ma".

La casa delle suore di Lavarone dove sono ospitate le donne era già stata oggetto di un attentato incendiario nel novembre 2016, a pochi giorni dall'inizio del progetto di accoglienza.

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