Europee, Tonini (PD): "Politicamente è già un'Italexit"

L'analisi degli esponenti del PD trentino, tra percentuali ed alleanze da ricostruire, della sconfitta alle europee ed alle supplettive

La candidata del centrosinistra alle supplettive Giulia Merlo

Parla di "Italexit" il capogruppo provinciale del Partito Democratico Giorgio Tonini dopo il voto delle europee che, anche in Trentino, ha consegnato una vittoria schiacciante alla Lega Nord. "Per la prima volta nella sua storia l'Italia è fuori dall'area di governo a Bruxelles - spiega - l'unica buona notizia è che in Europa l'unica maggioranza possibile è quella dell'area di sinistra e moderata, ed il PD c'è, l'Europa dunque è in buone mani".

Il Partito Democratico è risultato primo partito nel solo Comune di Trento, un dato da cui ripartire per Lucia Maestri, segretaria fresca di nomina del partito che, poco più di sei mesi fa, ha perso il governo del Trentino dopo il divorzio dal Patt ed ora guarda, un po' spaesato, alle prossime comunali. L'alleanza, per ora e solamente per quanto riguarda le supplettive, è stata a sinistra: Giulia Merlo, candidata sostenuta tra gli altri da Leu, Verdi e Socialisti ha superato il 40% nel Colegio di Trento. Non abbastanza per togliere il posto da parlamentare alla candidata di centrodestra Martina Loss, che andrà a Roma con il 46%, circa 4000 voti di differenza quando le schede bianche sono quasi 9000.

Numeri tutti da interpretare: come quelli, molto lusinghieri, di Roberto Battiston, "unico vero candidato trentino" dice Maestri, che con 22.000 preferenze ha tallonato Matteo Salvini in Trentino. "Appunto: Salvini, non Fugatti - dice la segretaria del Pd Trentino - siamo di fronte alla vittoria di un brand, di un partito che dice di voler difendere 'autonomia ma deve spiegare come, con un leader onnipresente al Governo".

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C'è poi l'assenza/presenza del Patt che scatena i commenti: il partito dell'ex alleato Ugo Rossi ha sostenuto la SVP in Trentino, ma non si è presentato alle supplettive. La crescita del PD dal 13,52% di ottobre al 25,5% delle europee potrebbe far pensare proprio a questo. Ma la strada è acora lunga: "I Patt ha lasciato libertà di scelta ai propri elettori - conclude Maestri - le alleanze politiche si costruiscono sulle agende, e le agende si scrivono insieme". 

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