Suoni delle Dolomiti: in 3.500 all'alba, lo spettacolo fa il bis

Replica immediata per le tante persone salite al Col Margherita: in scena lo spettqacolo di Brunello e Baricco con orchestra e l'attore Neri Marcorè

Un'immagine dello spettacolo stamattina all'alba

Musica e parole all’alba incantano il pubblico. “E intanto si suona”, il racconto corale e orchestale di Mario Brunello e Alessandro Baricco ispirato dai diari di guerra del musicista Alessandro è andato oggi in scena sul Col Margherita davanti a 3.500 spettatori nello scenario delle vette dolomitiche alle prime luci del giorno e subito replicato per il numerosissimo pubblico salito in quota.

Con Brunello, violoncello, si sono esibiti Marco Rizzi, violoncello, Regis Bringolf, violino, Danilo Rossi, viola, Florian Berner, violoncello, Gabriele Ragghianti, contrabbasso, Ivano Battiston, fisarmonica, Signum Saxophone Quartet, sax. Eseguono “Diaspora”, composta appositamente per questa occasione da Giovanni Sollima, “Quartet n.1” del siriano Malek Jandali e “4our” dell’iracheno Arisha Samsamina, che sono il cuore di “E intanto si suona”, e ancora canzoni della e sulla guerra.

Insieme a loro, Neri Marcorè interpreta i testi scritti dalla Scuola Holden sulla scorta delle memorie a matita di Silvestri. Storie che attraversano gli ultimi cento anni: si parla di guerra, di amore, di speranza, e della musica naturalmente, forma di resistenza e promessa di pace.

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Il filo rosso è la vita del soldato, organista in tempo di pace, fante dell’esercito italiano in tempo di guerra in un luogo che fu, cento anni fa, teatro di scontri, luogo di fortificazioni e per anni casa e trincea per moltissimi soldati durante la Prima Guerra mondiale. Alle spalle del palco, tinte di rosa, le Pale di San Martino, il Civetta, il Pelmo, la Marmolada, la catena di Costabella.

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