Trilinguismo, la Giunta corregge il tiro: maggiore autonomia alle scuole

Flessibilità parola d'ordine per l'aggiornamento del Piano, Iprase avrà il compito di formare adeguatamente i docenti già inseriti nell'organico. Rossi: "Valorizzeremo l'esperienza delle singole scuole"

Ad un anno dall'introduzione effettiva del programma Trentino Trilingue la Giunta provvinciale, ed in particolar modo il presidente Ugo Rossi che è anche asessore all'Istruzione, aggiuntano il tiro. Maggiore autonomia per gli istituti scolastici nell'elaborare i percorsi di lingua straniera, gradualità nell'attuazione, flessibilità nell'uso degli strumenti con la possibilità di utilizzare altre metodologie oltre al CLIL e valorizzazione del personale docente. Queste le principali novità previste dall'aggiornamento del Piano Trentino Trilingue, approvato dalla Quinta Commissione. 

"Ogni piano deve avere dei momenti di monitoraggio e di aggiornamento - ha detto Rossi - che tengano conto dell'esperienza sul campo e quindi delle osservazioni che ci vengono dalle scuole. Con questo aggiornamento abbiamo cercato di intercettare le criticità emerse, ma anche le buone pratiche, introducendo quindi elementi di quantità e di qualità per migliorare l'efficacia del Piano e per accrescere la consapevolezza della sua importanza fra la comunità trentina".

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In sostanza l'aggiornamento prevede una ridefinizione delle modalità  di insegnamento Clil, per non penalizzare troppomaterie curriculari importanti come matematica e storia, concedendo  maggiore autonomia alle scuole nell'attuazione del Piano. Partito a fine 2014 con un investimento, in parte sostenuto con i fondi europei, pari a 36 milioni di euro, il Piano Trentino Trilingue è andato via via crescendo nella sua attuazione. Le classi coinvolte nel 2015 erano 900 e sono ora arrivate a 2200, mentre a fine anno scolastico saranno 750 i docenti formati in maniera definitiva sulla metodologia Clil, 1077 complessivamente quelli coinvolti e 3000 gli studenti che hanno sostenuto il test linguistico realizzato da IPRASE. L'Istituto provinciale sarà anche chiamato a formare ulteriormente i docenti già inseriti nell'organico sull'insegnamento in lingua straniera di materie curriculari. 

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