Traffico illecito di informazioni: arrestato un altro ex poliziotto

Un nono indagato, che si trovava all'estero, è stato rintracciato e si è presentato ai carabinieri di Cavalese. Nel suo pc ci sarebbero registrazioni audio non autorizzate

E' stato rintracciato all'estero il nono indagato all'interno dello scandalo, scoperto dai Carabinieri di Trento, di un traffico illecito di informazioni tra investigatori privati e membri delle forze dell'ordine.

Divorzi, fisco e tradimenti: lo scandalo delle informazioni vendute

Una volta rintracciato, l'uomo, classe 1964, poliziotto in pensione, si è presentato dai Carabinieri di Cavalese. E' accusato di concorso in accesso abusivo al sistema informatico delle forze dell'ordine e di detenzione di numerose registrazioni audio non autorizzate, ottenute per mezzo di intercettazioni ambientali ilegali. Il suo pc ora è nelle mani degli inquirenti. 

L'indagine, ricordiamo, vede coinvolti 7 membri delle forze dell'ordine, di cui cinque arrestati, e 2 investigatori privati. In sostanza ciò che è venuto alla luce è un traffico illecito di informazioni: carabinieri, finanzieri e poliziotti cedevano dati, dietro compenso, agli investigatori privati che le usavano per cause di divorzio, mantenimento dei figli, tradimenti coniugali.

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Commenti (1)

  • Dapprima un'osservazione? Si legge:"ex poliziotto del 64 in pensione". Quindi, ora questo signore ha 54 anni ed è già in pensione; ma non si parla ora di pensioni a 64 anni, come mai sono possibili questi casi? Si deve dedurre che in giro ci sono ancora persone più uguali delle altre! Non é giusto! In secondo luogo, un'altra osservazione: ad ogni passo amministrativo gli impiegati "rompono" le scatole con dichiarazioni sulla privacy, fotocopie di carte d'identità, atti dovuti che non si possono (o non si vogliono) fare in nome della privacy (ma avranno mai letto la legge? É stata scritta per motivi bene diversi!), quanto tempo e denaro buttati al vento (e questo accade solo in Italia!). E qui si scopre che c'é gente che ha accesso a tutti questi dati in nome di presunte necessità di servizio ed invece ne fa allegramente commercio a proprio vantaggio. É una vera vergogna chi dovrebbe organizzare l'accesso a questi dati non é stato in grado di formulare procedure adeguate e chi doveva vigilare non lo ha fatto. C'è da pensare che siamo in mano a degli incompetenti e chi li ha scelti non si é dimostrato adeguato.

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