Fontana del Nettuno: non è stato un atto vandalico, episodio datato

E' successo chissà quanto tempo fa, e non c'è stata volontà di deturpare il monumento: mistero parzialmente risolto in piazza Duomo

La foto con il ginocchio staccato, diffusa dalla consigliera Loss

C'è la mano umana, ma nessuna volontà di dolo, dietro a quello che fino a ieri era ritenuto un atto vandalico. Vittima la fontana del Nettuno di piazza Duomo, simbolo della città di Trento, dove uno dei cavalli ha perso una parte del ginoscchio.

L'altra certezza è che quanto avvenuto non è avvenuto, diciamo, l'altroieri. Si tratta di un episodio risalente a tempo fa, che sarà datato con maggior certezza incrociando segnalazioni precedenti con le evidenze del pezzo mancante.

Mancante si fa per dire visto che, altra buona notizia, il ginocchio è stato ritrovato. Si tratta di un piccolo pezzo già fissato, come tanti altri,  atttraverso dei perni durante i restauri di vent'anni fa. Ora sarà compito della Soprintendenza e del Comune capire come muoversi, ed è probabile che si colga l'occasione per un intervento complessivo di restauro di tutta la fontana.

Fontana del Nettuno, il Comune: "Campanello d'allarme, serve restauro"

Mistero parzialmente risolto dunque: di certo il pezzo non è caduto da solo, ma non si è trattato di un attacco da parte di ignoti. In pratica pare verosimile che qualcuno si sia appoggiato al ginocchio del cavallo, dato che si tratta di una parte molto vicina al bordo della vasca, e sia rimasto con il pezzo in mano come si suol dire.

Il caso era nato domenica scorsa con una comunicazione diffusa, insieme alla foto che vedete qui sopra, dalla consigliera circoscrizionale della Lega Martina Loss. In poche ore la notizia di un atto vandalico alla fontana del Nettuno si è diffusa, ed il segretario della Lega Bisesti, assessore in pectore allla Cultura, non aveva perso tempo per chiedere "più sicurezza per la nostra cultura" (vedi foto qui sotto).

Come detto gli esperti della Soprintendenza e del Comune non hanno riscontrato alcuna volontà di dolo. Si è trattato probabilmente di una rottura accidentale, frutto anche di una particolare disposizione del pezzo, proprio sotto al getto d'acqua, che comporta maggiore erosione rispetto ad altre parti della scultura. 

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