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Da Trento a Jesolo per spacciare: pendolari della droga inchiodati da un drone

Tra i clienti (in foto) anche mamma e papà con il bimbo nel passeggino

 

Da Trento sono arrivati fino a Jesolo (Ve) per vendere droga approfittando della movida locale. Ma la polizia di Stato li ha scoperti e arrestati. Protagonista dell'episodio un gruppo di undici pusher nigeriani provenienti oltre che dal capoluogo trentino anche da Padova, Vicenza e Torino. 

Gli agenti della squadra mobile diretti dalla Procura della Repubblica del Tribunale di Venezia e con l’ausilio del servizio centrale operativo, hanno ricostruito la fitta rete di intrecci criminosi che hanno legato spacciatori di tutto il nord Italia con una meta comune. Jesolo appunto.

Nel litorale jesolano gli spacciatori hanno trovato un punto di incontro con una elevata domanda di sostanza stupefacente: il consumo di cocaina, eroina e marijuana ha ormai raggiunto in città una consistenza considerevole. Grazie all’ausilio di un drone, però, sono state ricostruite le modalità operative del gruppo di spacciatori, che sono stati arrestati.

I pendolari della droga

I pusher arrivavano in autobus, al tramonto, e ripartivano la mattina. Jesolo, per loro, era la piazza perfetta per fare affari ad agosto. Ragazzini in cerca di sballo, movida, ma non solo. Le telecamere hanno ripreso perfino mamma, papà e figlio con un bimbo sul passeggino fermarsi da un pusher sul lungomare e acquistare una dose. «Un episodio che ci ha colpito e che conferma che questo fenomeno non è solo legato ai giovani, ma è entrato nel contesto sociale e, addirittura, familiare», ha detto il questore di Venezia Maurizio Masciopinto venerdì mattina presentando l'operazione "Jesolo Summer 2020": un'inchiesta lampo, durata un mese, che ha portato la squadra mobile lagunare, con il supporto del Servizio Centrale Operativo (Sco) di Roma ad arrestare 12 spacciatori nigeriani. 

Veri e propri pendolari della droga, alcuni residenti in provincia e altri provenienti da tutto il Veneto e addirittura da Torino, che nel weekend arrivavano a Jesolo per vendere soprattutto cocaina, ma anche eroina e marijuana. «Abbiamo cominciato l'indagine i primi di agosto - ha spiegato Giorgio Di Munno, dirigente della squadra mobile di Venezia -. Abbiamo impiegato telecamere e droni per cogliere i momenti salienti degli scambi ma quello che ha fatto la differenza è stato l'impegno e il sacrificio dei nostri agenti». 

Decine di cessioni in poche ore

Gli spacciatori, tutti con precedenti e alcuni dei quali già conosciuti a Jesolo, sono membri di un'unica organizzazione. «Decine le cessioni documentate ogni sera nel giro di poche ore - ha spiegato il commissario capo Walter Tamburrano -. L'organizzazione era tale che quando il pusher non aveva disponibilità della sostanza richiesta dal cliente, lo accompagnava dallo spacciatore giusto». A ognuno la propria droga, a ognuno la propria zona. il gruppo era ben strutturato, ma è stato incastrato dagli occhi della polizia, che ha lavorato anche con un agente sotto copertura, e da quelli elettronici».

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