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Sabato, 3 Dicembre 2022
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Inaugurato l'anno accademico dell'Università: "Testimonianza della crescita del Trentino"

L'ateneo festeggia i 60 anni. Dagli studenti la richiesta di investire in spazi e alloggi

L'Università di Trento inaugura l'anno accademico 2021/2022 e festeggia i suoi primi 60 anni. Una data simbolica, come ha sottolineato il rettore dell'ateneo del capoluogo, Flavio Deflorian. Nel suo intervento, nella cornice del Teatro Sociale, Deflorian ha ricordato come in questi 60 anni l'Università sia stata anche testimone della crescita del territorio: "Il Trentino degli anni Cinquanta era una terra povera, con una struttura economica arretrata, risorse naturali e finanziarie limitate. Il Trentino di oggi è invece una realtà all’avanguardia, in Italia e nel mondo, che gli indicatori collocano al vertice delle classifiche che misurano la qualità della vita e dei servizi. Nonostante un contesto così diverso, queste due stagioni hanno in comune la collaborazione tra realtà diverse come unica via per perseguire i propri obiettivi, e la capacità di tenere assieme visione alta e pragmatismo".

Centrale nella vita dell’Ateneo è la presenza di studenti e studentesse, ribadita anche oggi nelle parole del presidente del consiglio degli studenti Edoardo Giudici: "Ogni anno è speciale a modo proprio, ma quest’anno abbiamo rettore, prorettori e delegati nuovi, che portano nuove energie ed esperienze. Stiamo scrivendo il Piano strategico di Ateneo, che coinvolge sia a livello di dipartimenti che di direzioni, e la settimana prossima inizieremo anche un dialogo con i vari stakeholders, in modo da definire gli obiettivi della nostra Università per i prossimi anni. Ricorrono i 30 anni di Opera Universitaria, un momento per fare un bilancio e una previsione in tema sostegni al diritto allo studio. Infine, il piano Next Generation EU: non si può pensare alle next generation prescindendo dall’istruzione e dall’Università, per sopperire a problemi quali la mancanza di aule, di spazi studio, di alloggi. Ma la sfida più importante che dobbiamo affrontare in quest’anno è proprio la gestione del ritorno in presenza. Un momento che sta mettendo alla prova gli studenti e le studentesse: un quarto di loro manifesta, ad esempio, difficoltà di carattere psicologico aggravate da questa situazione. Dobbiamo sostenerli, potenziando il Servizio di consulenza psicologica di Ateneo e mantenendo gli strumenti tecnologici che abbiamo sperimentato, negli ultimi due anni".

La cerimonia si è conclusa con un videomessaggio della ministra Maria Cristina Messa che ha voluto ricordare come, l’attuale, sia un momento particolare, di forte consapevolezza per l’università italiana: "Gli atenei sanno di essere uno strumento molto importante per la ripresa e la rinascita del nostro Paese. Questo è dovuto non solo al fatto che esiste una missione specifica su formazione e ricerca nel Piano nazionale di ripresa e resilienza che darà un forte impulso se non altro economico, ma anche al fatto che questa si accompagna a delle riforme che attendiamo già da molto tempo e a una rivisitazione del nostro sistema universitario che comporta sicuramente un cambio di passo".

"Conoscendo la storia e la grande qualità dell’Ateneo di Trento", la ministra ha definito l’Università di Trento particolarmente pronta per partecipare nell’ambito dell’offerta didattica dei corsi di laurea e della flessibilità, della competitività nei bandi, per la ricerca di base e per i rapporti con il territorio, le imprese, l’industria e gli enti. La ministra si è quindi soffermata sull’importanza e sulla centralità delle studentesse e degli studenti "che dobbiamo accompagnare verso un futuro che li valorizzi. Su questo siamo particolarmente impegnati così come sull’aumentare il più possibile l’accesso agli studenti agevolandoli non solo attraverso misure di contenimento delle tasse, ma anche con una forte presa di responsabilità per un welfare studentesco a tutto campo".

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