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Trento e Mezzocorona: la retrocessione in Eccellenza è solo questione di tempo

Inutile girarci intorno le due formazioni impegnate nel campionato di serie D sono ormai appese ad un filo e la razionalità porterebbe a considerarle di fatto già retrocessa in Eccellenza

Solo la matematica tiene vive le speranze di salvezza di Trento e Mezzocorona. Inutile girarci intorno le due formazioni impegnate nel campionato di serie D sono ormai appese ad un filo e la razionalità porterebbe a considerarle di fatto già retrocessa in Eccellenza. Quando mancano infatti cinque giornate al termine del campionato sono cinque i punti che i gialloblù devono recuperare sul Darfo Boario e sei quelli che dovranno rosicchiare i rotaliani. Il tutto per poter dare vita ai play out non di certo per ottenere la permanenza in categoria. Per quanto riguarda poi la società di via San Severino non bisogna dimenticare che, qualora la Lega decidesse di accogliere il ricorso presentato dal Ponte San Pietro per il tesseramento di Loiacono, le lunghezza da recuperare sarebbe addirittura otto. Purtroppo per i tifosi degli aquilotti con ogni probabilità la storia andrà a finire proprio così: il regolamento parla chiaro e il centrocampista non sarebbe dovuto scendere in campo in occasione della vittoria per tre a due ottenuta contro la vice capolista. L’unico che sembra ancora credere alla salvezza è Daniele Bizzozzero, imprenditore lombardo che di fatto sta dando ossigeno alle casse del Trento da ormai più di tre quattro mesi. Senza di lui probabilmente la stragrande maggioranza dei calciatori avrebbero abbandonato la nave da diverso tempo. Il tutto senza dimenticare che il buon Bizzozzero ha portato gente del calibro di De Zerbi e Diana, sta facendo di tutto per vedere in gialloblù Bertani. Chi invece ha pensato bene di defilarsi è invece Piervittorio Belfanti: per la serie “chi l’ha visto”, l’uomo che ha rilevato la società dalle mani di Marco Fattinger è ormai lontano anni luce dalla realtà gialloblù. A Mezzocorona la situazione societaria è invece “ferma”. Tranne la figura di Alberto Grassi, numero uno dei draghi, non pare esserci all’orizzonte nessun imprenditore disposto ad investire. La sensazione, nonostante le puntuali smentite, è che non darebbe poi così fastidio tornare in Eccellenza, forse una categoria “più sopportabile” dal bilancio rotaliano. In tutto questo bailamme c’è solo una squadra trentina che merita applausi convinti: la Fersina. I gialloneri, unici ad allenarsi la sera e con un rosa formata al 99 percento da giocatori che durante il giorno lavorano, si possono praticamente considerare salvi. Questo non bisogno però dirlo al tecnico Roberto Cortese che preferisce mettere da parte ancora un paio di punti per avere la certezza matematica di aver compiuto un mezzo miracolo.

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