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Melone: "Finalmente anche al Briamasco è tornata la tranquillità"

L'ufficializzazione del passaggio di proprietà del Calcio Trento dall'ex proprietario Marco Fattinger a quelle dell'imprenditore mantovano Piervittorio Belfanti ha avuto un effetto dirompente sul gruppo degli aquilotti

"E’ cambiata l’aria che si respira". La voce di Marco Melone, allenatore del Trento, trasmette quella felicità e quella serenità che da tanto tempo, forse troppo, in via San Severino non si provava. L’ufficializzazione del passaggio di proprietà della società dalle mani dell’ormai ex proprietario Marco Fattinger a quelle dell’imprenditore mantovano Piervittorio Belfanti ha avuto un effetto dirompente su tutto il gruppo degli aquilotti.

"Inizieremo martedì gli allenamenti - continua il mister- ma con i giocatori sono rimasto ovviamente sempre in contatto. Sapere di poter contare su una società, avere la sicurezza di percepire ciò che spetta, poter pensare solamente alle questioni di campo e non anche a quelle organizzative è qualcosa di impagabile. Ora non avremo più alcun alibi: ci hanno chiesto di raggiungere il secondo posto per poter accedere agli spareggi nazionali e vi posso assicurare che faremo il possibile e l’impossibile per soddisfare le richieste di Belfanti".
 
Alla ripresa Melone troverà un giocatore che rinforzerà e non poco l’organico degli aquilotti: "Quando mi hanno comunicato l’acquisto di un peso da novanta come Ferrarese stentavo a crederci. Si tratta di un giocatore che ha calcato per quindici anni i campi di serie A, B e C e che oltre alle sue indiscutibili qualità porterà in dote quel bagaglio di esperienza che forse al gruppo mancava. Il nostro direttore sportivo, Gianni Petrollini, sta continuando a lavorare per cercare di portare a Trento quella punta centrale in grado di concretizzare la mole di gioco che molto spesso siamo stati in grado di esprimere. Non voglio sbilanciarmi su eventuali nomi, di sicuro arriverà un giocatore che potrà fare la differenza, non abbiamo bisogno né di rincalzi né di atleti che vivano l’esperienza in gialloblù come una sorta di pensione anticipata. Le motivazioni nel calcio, come del resto in tutti gli altri sport, sono fondamentali". 
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