Tonina Pantani a Trento per il libro "In nome di Marco"

Il 14 febbraio saranno passati dieci anni dalla morte di Marco Pantani, uno dei più grandi campioni sportivi italiani di tutti i tempi. "La voce di una madre, il cuore di un tifoso": al Muse mercoledì 5 alle 18.30 parleranno la madre Tonina Pantani e il giornalista Francesco Ceniti

Il 14 febbraio saranno passati dieci anni dalla scomparsa di Marco Pantani, una scomparsa che ha lasciato un grande vuoto nel mondo dello sport, e tanti interrogativi non solo tra gli appassionati e i fan del "pirata" com'era soprannominato, riguardo alla fine tragica di uno dei più grandi campioni sportivi italiani. 

Mercoledì 5 febbraio arriverà anche a Trento la presentazione del libro "In nome di Marco" scritto da Francesco Ceniti, giornalista della Gazzetta dello Sport, e da Tonina Pantani, la madre di Marco. "La voce di una madre, il cuore di un tifoso" come recita il sottotitolo del volume, pubblicato da RCS libri:  due saranno al Muse per un incontro organizzato da Cafè de la Paix, la cui titolare, Francesca Quadrelli, nativa di Cesenatico, presenterà gli ospiti, e da Arci del Trentino. 

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Perché Marco Pantani, nonostante tutto e tutti, resta il ciclista italiano più amato e rimpianto? In nome di Marco, nato per cercare di rispondere a questa domanda, scava nel profondo della passione dei tifosi e racconta quello che è successo prima che un ragazzo gracile diventasse il Pirata e dopo la fine della sua vita intensa e tormentata. Per dare ai suoi fan il ricordo più completo di questa vicenda unica e indimenticabile si alternano quattro mani e due voci: la prima è quella di mamma Tonina, che ha ripescato per noi ricordi, episodi buffi, sorrisi, lacrime, la scoperta della bici e persino l’origine di un soprannome segreto. La seconda è la voce di Francesco Ceniti, giornalista e fan di Pantani da sempre, che ripercorre le imprese, le vittorie, le straordinarie dimostrazioni d’affetto dei tifosi. Gli anni belli e quelli bui. Sembrava impossibile trovare sorprese, e invece è emersa una clamorosa verità: il test antidoping che escluse Pantani dal Giro del 1999 violava il protocollo in almeno un punto. Da quel ritiro forzato, da quel 5 giugno 1999 a Madonna di Campiglio, nulla è stato più lo stesso nella vita di Marco. Eppure i suoi sostenitori gli sono stati sempre vicini, fino all’ultimo. E se le emozioni dei suoi scatti in salita non sono state scolorite dal tempo, dalle inchieste e dai processi, vuol dire che avevano qualcosa di speciale. Quello del popolo di Marco è un amore che non conosce ostacoli, nonostante lui ne abbia incontrati parecchi, anche dopo la morte. E allora, nella terza parte del libro, è di nuovo mamma Tonina a prendere la parola per affrontare montagne alte come lo Stelvio. Si parte da Rimini e da una morte così misteriosa da convincere la famiglia a lottare senza sosta per far riaprire il caso. Si passa attraverso il tema doping con parole dirette, si affronta il doloroso capitolo della droga senza sconti per nessuno, nemmeno per Marco. Infine, si arriva alle tante iniziative di beneficenza realizzate dalla Fondazione e ai bambini della squadra «Marco Pantani», che continuano a correre nel nome di Marco. A dieci anni dalla tragica scomparsa del Pirata, la magia di un ragazzo speciale rivive in un libro colmo di passione che offre ai lettori una storia palpitante e complessa, che fa commuovere, sorridere, indignare e rivivere momenti indimenticabili. Completa il racconto un ricco apparato di preziose immagini che mamma Tonina ha scelto di mostrare per la prima volta: documenti di gara, foto inedite e oggetti di culto, primi tra tutti una maglia rosa sulla quale Marco aveva denunciato con dieci anni di anticipo il grande inganno di Armstrong e il passaporto su cui si era sfogato senza filtri sulla sua vicenda umana e sportiva. Dalla presentazione del libro "In nome di Marco" su RCS libri

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