Nuova avventura mondiale per la Trentino Volley

"Sono qui per meriti altrui - sottolinea il CT Lorenzetti - ma siamo qui per centrare l'obiettivo e giocarcela con le migliori squadre del mondo"

E’ iniziata ufficialmente ieri pomeriggio la settima avventura iridata di Trentino Volley: i ventun componenti della comitiva gialloblù sono infatti partiti in pullman dal PalaTrento alla volta dell’Aeroporto di Malpensa, da dove poi voleranno a San Paolo, per prendere in seguito un altro volo prima di mettere piede a Belo Horizonte. La squadra raggiungerà il Sudamerica nella tarda mattinata di lunedì ed inizierà a lavorare in palestra martedì.
 
"La squadra dal punto di vista fisico sta bene e sta iniziando a conoscere meglio il modo in cui vorrei che giocasse. D’ora in avanti non ci sarà più tempo per migliorare in allenamento; ci sarà spazio solo per giocare. Il nostro obiettivo è arrivare a giocare con il Sada Cruzeiro o lo Zenit Kazan, che sono due fra le migliori squadre del mondo, e capire a che livello siamo rispetto a loro. Personalmente sono davvero curioso di partecipare a questa manifestazione, di cui da anni sento molto parlare ma voglio sottolineare che andrò in Brasile per meriti altrui e quindi ringrazio tutti coloro che hanno permesso a Trentino Volley di poter di nuovo disputare il Mondiale per Club” ha spiegato l’allenatore Angelo Lorenzetti nel corso dell’incontro tenuto con la stampa prima della partenza.

“Il nostro girone è tutt’altro che semplice – ha proseguito l’allenatore della Diatec Trentino - . Il Minas Tenis Clube ha un rosa ricchissima di alternative e molto dotata nel fondamentale dell’attacco: dovremo essere bravi a contenerla ma non sarà semplice. Bolivar e UPCN sono due compagini che praticano un gioco molto intenso; la prima si poggia sulla potenza del suo opposto, l’australiano Edgar, mentre la seconda pratica una pallavolo tipicamente sudamericana, che si basa su ottime percentuali in cambiopalla e grande intensità difensiva, arricchita dalla regia di Vermiglio, che il pallone lo fa sempre viaggiare parecchio. Noi, invece, siamo una formazione che tocca tanto a muro, ma che deve trovare maggiore continuità in ricezione, anche se mi rendo conto che rispetto ad una volta sia più difficile farlo perché certi battitori in salto non ti permettono proprio di averla”.

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