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L'Aquila finisce al tappeto con Cantù e dice addio alla Coppa Italia

I bianconeri, spenti in difesa per metà gara e mai a segno da tre punti, cedono il passo alla Red October dicendo addio al sogno di qualficarsi alle Final Eight. 68-77 il punteggio finale

In una serata da incubo al tiro da tre punti (0/20 dall'arco), la Dolomiti Energia dice addio al sogno di qualificarsi alle Final Eight di Coppa Italia cedendo il passo sul parquet del PalaTrento ad una Red October brava a capitalizzare la serata di grande vena di Fran Pilepic (19 con 4/6 da 3), e brava soprattutto a gestire il determinante contributo di JaJuan Johnson (20 punti e 10 rimbalzi in 39 minuti di impiego).

A Trento, che in una notte da dimenticare al tiro dalla distanza ha comunque avuto il merito di restare mentalmente nella partita rientrando a meno sei a inizio ultimo quarto, non sono bastati i 14 punti di Flaccadori, i 13 di Hogue e il caloroso sostegno dei 3.582 tifosi del PalaTrento.

Una brutta partita per coach Buscaglia. "Non abbiamo affrontato la partita con l'approccio che sarebbe servito nel corso di una gara di questa difficoltà. Brava Cantù, ci tengo a precisarlo, a metterci difensivamente in difficoltà e a non farci trovare la nostra pallacanestro, ma noi avremmo dovuto presentarci a un match del genere in un altro modo. Lo 0/20 da tre punti? E' un dato che si commenta da solo. E' evidente che se avessimo fatto qualche canestro da tre punti saremmo stati in partita. Però credo che il problema, al di là del fatto che abbiamo sbagliato anche alcune soluzioni da liberi, sia legato alla nostra cattiva esecuzione in attacco: non abbiamo fatto abbastanza per creare tiri meglio costruiti. E nella prima metà di partita la nostra difesa non è stata all'altezza, 44 punti subiti sono stati troppi. Tutto questo però non deve togliere meriti a Cantù, che nel momento della nostra reazione è stata brava a congelare la palla, attaccare con pazienza e non farci rendere al meglio con la sua difesa solida a protezione dell'area. Peccato, perché stasera al PalaTrento c'era davvero un gran pubblico. Spero che queste 3.600 persone tornino presto, dobbiamo sdebitarci con loro perché meritavano di più".

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