Martedì, 11 Maggio 2021
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Premio Impatto Zero: incentiviamo le buone pratiche di sostenibilità

Il 5 giugno si sono aperte le iscrizioni alla quarta edizione del "Premio Impatto Zero": sensibilizzare e incentivare le buone pratiche di sostenibilità, è questo lo scopo del concorso

© Wst

Le buone pratiche rappresentano una delle possibili soluzioni ai cambiamenti climatici. Occorre però sensibilizzare i cittadini nei confronti della tutela dell'ambiente. Proprio con questo scopo è nato Premio Impatto zero.  Organizzato da Arci in collaborazione con con AcegasAps-Società del Gruppo Hera, Legambiente Nazionale, Coordinamento Agende 21 Locali Italiane, Progetto Life+Eco Courts, Legacoop Veneto, Centri Servizi Volontariato di Padova, Verona, Vicenza, Rovigo, Treviso e Belluno, Confcooperative Padova, e con il patrocinio di EXPO Milano 2015, Ministero dell’Ambiente e Comune di Padova, anche per questa edizione il premio vuole “promuovere e valorizzare le buone pratiche sostenibili di cittadini, associazioni e cooperative: scelte di vita e comportamenti ecologicamente virtuosi che riducono lo sfruttamento di risorse, le emissioni, i rifiuti e contribuiscono a diffondere la cultura della sostenibilità, migliorando così anche la qualità della vita della comunità”.
 

Per iscriversi al concorso occorre compilare il form sul sito www.premioimpattozero.it entro e non oltre il 30 settembre.
 

Sono quattro le categorie in concorso: “sharing economy”, novità di questa edizione, che prevede progetti di condivisione di beni e servizi nella vita quotidiana, come acquisti di prodotti materiali, esperienze aggregative per le risorse energetiche e beni comuni, scambio/baratto, ideazione, creazione e utilizzo di servizi per la mobilità, il lavoro, la finanza, il tempo libero; l’utilizzo di spazi e beni immobili. “Tecno green”: ideazione e gestione di media e nuove strumenti comunicativi per diffondere la cultura della sostenibilità come blog e siti, app e social network. “Savethefood”: progetti per il recupero e la ridistribuzione di eccedenze alimentari e di solidarietà sociale. “Vivo verde”: pratiche quotidiane e scelte di vita ecocompatibili come autoproduzione, acquisto di alimenti da filiera corta, turismo e mobilità sostenibili, riciclo e riuso, mercato dell’usato. 

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