A scuola di sostenibilità di Val di Cembra

Orti didattici e camminata con notte in rifugio gli scolari

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di TrentoToday

Martedì 22 ottobre 2019 le classi 3^, 4^ e 5^ della scuola primaria di Lases e le due classi quarte di Giovo si sono incontrate presso la centrale di Pozzolago, Valle di Cembra, sul ponte tibetano delle “Formiche”, per discorrere di “orti”. Giovo ha raggiunto la forra del torrente Avisio dopo una camminata di due giorni, sostando per il pernottamento alla Baita Rif. Sat Maderlina. Lases ha seguito antichi sentieri interpoderali fino a Lona, svoltando poi per la centrale. Un incontro all’insegna della viabilità sostenibile al 100%. Gli studenti, che si erano conosciuti solo tramite rapporto epistolare nel precedente anno scolastico, hanno avuto modo di conoscersi personalmente e di parlare dell’esperienza maturata nell’ambito del progetto “Orti”, promosso e finanziato dalla Provincia. I piccoli di Giovo hanno progettato e realizzato un orto verticale mentre Lases ha coltivato un orto classico. Si sono susseguiti nel primo pomeriggio scambi di immagini, racconti e disegni dell’esperienza maturata sino ad ora. Culmine dell’iniziativa lo scambio delle sementi delle piante coltivate: Lases ha regalato a Giovo i semi di grano Saraceno (Formenton) e di Lupino Costantini (Caffè de casa) mentre Verla ha donato a Lases i semi dello Spinacio selvatico (Repes). Ora i semi delle piante coltivate nei rispettivi orti sono in attesa di germogliare a primavera in un nuovo orto, simbolo di scambio e di unione come il ponte tibetano di Pozzolago, che unisce laddove il fiume Avisio divide. La coltivazione di queste specie è legata a una precisa scelta didattica: si trattava di selezionare alcune colture tradizionali di montagna per favorire negli studenti la comprensione di un passato non troppo lontano, in cui era presente un’agricoltura variegata e sostenibile. La maggiore consapevolezza del passato agricolo e socio-culturale della valle è stata favorita da un approccio pratico e grazie alla presenza di anziani che hanno preparato con gli studenti il campo destinato alla coltivazione, mediante operazioni d’aratura e fresatura, messa a dimora e coltivazione. Lo scambio fra generazioni è stato supportato anche dall’Istituto Agrario di San Michele all’Adige, che ha collaborato con gli studenti di Giovo per uno studio sulle proprietà organolettiche dello Spinacio selvatico. Gli studenti hanno poi coltivato le specie selezionate in autonomia, osservando l’intero processo di crescita e lavorando direttamente la terra così come gli anziani l’avevano lasciata. La giornata si è conclusa con un ulteriore regalo all’insegna della sostenibilità: Lases ha ricevuto in dono da Giovo degli acquerelli ottenuti dal riciclo dell’anima di pennarelli ormai scarichi. Per tutti, sul ponte tibetano, nel mezzo della forra, dove scorre il torrente Avisio, ora la parola d’ordine è “sostenibilità” !

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