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Il film dei record / Centro storico / Via Gianantonio Manci

In città è Cortellesi mania: file chilometriche per ogni replica di "C’è ancora domani"

Sold out e biglietti polverizzati per l'esordio alla regia dell'attrice. I commenti all'uscita sono entusiasti, tra chi applaude con gli occhi lucidi e chi parla apertamente di capolavoro da proiettare nelle scuole. Il direttore Lazzeri: "Una crescita continua e che bello vedere generazioni diverse commuoversi per questo film"

“L’ultima volta che ho sentito un applauso del genere in un cinema qui a Trento è stato per ‘The whale’. Paola Cortellesi ha fatto un capolavoro indicibile”. È con queste parole che uno degli spettatori del film “C’è ancora domani” ha commentato la proiezione da poco conclusa al Supercinema Vittoria di Trento.

E, commentando, cerca di farsi largo tra la folla in uscita e quella in entrata. Strano, verrebbe da dire: è lunedì. Un pienone del genere ce lo si aspetta nei weekend, non certamente un lunedì. E men che meno a una proiezione a cavallo tra il pomeriggio e la sera.Eppure, nel cinema di via Manci ormai questa è la regola: fila in entrata, fila in uscita. Bisogna essere lesti per prenotare un posto a sedere su internet, o si rischia di restare senza biglietto. Il film di Cortellesi continua a frantumare record su record di incassi al botteghino e Trento non fa eccezione: lunghe file e sold out per l’opera che sta emozionando, commuovendo e convincendo in lungo e in largo.

La trama

C’è ancora domani si svolge all’inizio dell’estate 1946, con Roma ancora presidiata dagli americani e il Paese che deve decidere cosa fare di se stesso, dopo la caduta del fascismo.

Delia, la protagonista del film interpretata dalla stessa Paola Cortellesi, è una donna lavoratrice e madre di tre figli che si sfianca dalla mattina alla sera in mille attività tra gestione della casa e numerosi lavoretti, e nonostante questo è considerata una nullità dal marito violento, ma anche dal suocero, dai figli che non la stimano e non la rispettano perché la vedono succube e, quel che è peggio, da se stessa. Eppure Delia ha in sé incredibili risorse e trova il modo di ribellarsi a una quotidianità che, con i nostri occhi di oggi definiamo piena di abusi, violenza, ingiustizie, fuori e dentro le quattro mura domestiche. Una realtà in cui Delia e tutte le altre che incrocia nella sua vicenda, di diverse zone della città e di diverse estrazioni sociali, sono cresciute, e quindi faticano a mettere in discussione. 

Le opinioni

All’uscita di “C’è ancora domani” le opinioni sono convergenti: capolavoro. “Ne ho sentito parlare da una mia collega e ho deciso di venire a vedere il film nel mio giorno libero – spiega una signora –; devo dire che ho fatto davvero bene”. A farle eco una ragazza sui 30 anni, gli occhi lucidi mentre esce dalla sala: “Non mi commuovevo da tanto venendo al cinema. C’è la storia di tutte noi in questo film”. E poi c’è chi non ha dubbi, come un uomo che esce dalla sala assieme alla moglie: “Più che al cinema questo film andrebbe proiettato nelle scuole”.

Il successo dell’opera stupisce anche il direttore di Cineworld Trento, Massimo Lazzeri, che risponde così a Trentotoday: “Siamo davanti a un’anomalia. Solitamente un film esce, fa il picco e poi cala; con ‘C’è ancora domani’ la crescita è continua. A Trento siamo alla quarta settimana di programmazione, e finora al Supercinema Victoria abbiamo avuto 8.500 spettatori. Credo che questa sia la conferma sempre più che stiamo vivendo un anno eccezionale per il cinema italiano. La cosa bellissima di questo film è vedere generazioni diverse sedute sulle poltroncine a provare emozioni straordinarie”.

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