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Università, rientro per 17mila studenti: le richieste di Udu

Dai controlli, all'accoglienza, fino alla sicurezza. A poche settimane dal rientro, Udu ha elencato una serie di questioni da, a parere loro, attenzionare

Il 13 settembre inizieranno le lezioni per gli oltre 17.000 studenti e studentesse dell’Università di Trento. Dopo un anno e mezzo di pandemia e conseguente sperimentazione di nuove modalità didattiche, l'università trentina sta attraversando le ultime settimane prima dell’inizio delle lezioni con la stessa incertezza che ha caratterizzato l'ultimo anno accademico. A comunicarlo è Udu (Unione degli universitari di Trento), con una nota divulgata nella giornata di mercoledì 25 agosto. "La volontà dell'Ateneo - spiegano - è quella di un ritorno in presenza al 100%, con un utilizzo degli spazi a capienza completa. Come Unione degli Universitari di Trento esprimiamo una grande soddisfazione nel ritornare in aula e ribadiamo la nostra convinzione nell'utilizzo del Green Pass come strumento di controllo per l'accesso agli edifici universitari a tutela della comunità accademica tutta, ma crediamo anche che non possano essere ignorati i bisogni di migliaia di studenti e studentesse".

Le richieste di Udu 

Dai controlli, all'accoglienza, fino alla sicurezza. A poche settimane dal rientro. Udu ha elencato una serie di questioni da, a parere loro, attenzionare quali i controlli con i totem per garantire il rispetto della privacy, l'attenzione al benessere psicofisico con anche la possibilità di mantenere gli strumenti per la didattica a distanza per i più fragili e coloro che possono ammalarsi, non solo di Covid, così come essere sottoposti a quarantene temporanee. 

Controlli

Controlli a tappeto, ma con il totem: una necessità che tuteli la privacy e anche gli studenti transgener. "Vogliamo che questi controlli siano effettuati a tappeto all'ingresso, attraverso dei totem - si legge nella nota -. Il controllo elettronico garantisce, infatti, la privacy di studenti e studentesse e tutela gli studenti transgender da outing pubblici causati dalla possibile non rispondenza del nome sul green pass all'aspetto fisico della persona. Qualora ciò non fosse possibile, chiediamo almeno che nella formazione di chi eseguirà i controlli, venga inserita una preparazione specifica a eventi di questo genere per limitare l'intrusione nella privacy dei singoli".

Benessere piscofisico

Un'università sicura e accogliente anche per gli studenti e le studentesse più "fragili" se esposti al rischio di contagio, oltre che per il benessere psichico. "Il rientro - prosegue la nota di Udu - è poi un punto problematico in particolare per le persone con fragilità, costrette ad esporsi ad un rischio concreto di contagio. Per questo noi chiediamo che l'Università si impegni a rendere sicura la vita della comunità studentesca tutta con il ritorno in presenza: una nostra proposta è la gratuità dei tamponi per tutte e tutti noi sul territorio del Trentino, in modo da garantire un monitoraggio tempestivo del contagio nelle facoltà. Dopo un anno e mezzo in cui la maggior parte di noi ha frequentato l'Università da casa, chiediamo sicurezza e rassicurazioni anche tutelando il benessere psicologico di coloro che non saranno a loro agio nel rientrare in spazi chiusi e affollati. Oltre a ciò, vanno considerate anche le difficoltà economiche che la crisi pandemica ha portato alle famiglie, con le conseguenze sociali che comportano. Per questi motivi, chiediamo di delineare i contorni delle modalità di accompagnamento alla didattica previste per chi non potrà frequentare, mantenendo un'offerta didattica il più vicino possibile agli standard della lezione in presenza".

Didattica a distanza

Dalla didattica a distanza al ritorno di una normalità parziale, perché ancora dettata da restrizioni e direttive. Occorre dare la possibilità anche a chi non è ancora in possesso di idonea certificazione di poter seguire le lezioni. "La didattica a distanza è stata una soluzione emergenziale, ma gli strumenti appresi possono essere sfruttati al meglio anche in un ritorno alla (quasi) normalità - sostengono da Udu .. Non possiamo non considerare il fatto che all’inizio delle lezioni, secondo le stime dell’università, il 20% delle studentesse e degli studenti non disporranno di un green pass ottenuto a seguito di una vaccinazione, quindi riteniamo fondamentale la sensibilizzazione alla vaccinazione verso coloro che sono ancora in dubbio, dal momento che il vaccino è lo strumento più efficace per limitare la diffusione del contagio e i conseguenti danni. Inoltre, a non poter frequentare le lezioni in presenza non sarà solo chi non ha a disposizione un green pass, ma anche le persone entrate in contatto con soggetti positivi, poiché è comunque prevista una quarantena di 7 giorni a seguito del contatto con un positivo, anche ammesso di aver completato il ciclo vaccinale. Non è poi da dimenticare che, chi dovesse avere la febbre, anche se causata da un banale raffreddore o da un'influenza stagionale, a causa delle comprensibili misure di sicurezza, non potrà accedere agli edifici universitari: risulta quindi necessario che le misure di sostegno siano quanto più vicine possibili alla didattica. Di conseguenza crediamo che, ove possibile, garantire lo streaming e/o la registrazione audio e video delle lezioni sarebbe la cosa più utile per tutelare le necessità di tutte e tutti".

Studenti e studentesse internazionali

Esiste poi un’ulteriore questione che non va sottovalutata: gli studenti e le studentesse internazionali potrebbero non essere vaccinati o perché nei loro Paesi d'origine la campagna vaccinale non li ha ancora inclusi o perché in Italia non hanno avuto tempo sufficiente per ricevere le due dosi. "Per loro - sottolinea Udu - accedere al vaccino sarà particolarmente complesso in quanto, oltre che prevedere una spesa economica per l'iscrizione al SSI, comporta anche dei tempi d'attesa che potrebbero comportare la lesione della possibilità di partecipare alle lezioni. Chiediamo quindi ulteriore cautela per questa categoria di studenti e studentesse. Speriamo che l'ateneo sia il più netto possibile nel garantire misure di supporto soddisfacenti a studentesse e studenti evitando gli effetti distorsivi e, potenzialmente, discriminatori di un'eccessiva parcellizzazione delle misure da corso a corso".

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