Scuola

Scuola in presenza, per la Flc Cgil "servono più risorse per garantire la riapertura"

Incontro tra il sindacato e l'assessore Bisesti. Chiesti investimenti su organico, trasporto pubblico e spazi

A poco più di un mese dall'avvio del nuovo anno scolastico, sono ancora tanti i punti di domanda presenti sul tavolo. Stante la volontà della Provincia di insistere ed investire per la scuola in presenza, secondo la Flc Cgil (la Federazione dei lavoratori della conoscenza), "siamo ancora in una situazione di emergenza".

Giovedì pomeriggio, a tal proposito, è andato in scena un incontro tra la segretaria del sindacato, Cinzia Mazzacca, e l'assessore provinciale all'istruzione Mirko Bisesti: "Crediamo che vaccinarsi sia importante ma non è la panacea per risolvere tutte le problematiche che ad oggi rischiano di compromettere l’avvio dell’anno scolastico in presenza, considerando anche che ci sono classi d’età in cui gli studenti non si possono vaccinare perché troppo piccoli, ci sono soggetti che non possono vaccinarsi per ragioni di salute" scrive il sindacato in una nota.

La Flc Cgil chiede risorse per ridurre il numero di studenti per classe (aumentando dunque le aule), per potenziare il trasporto pubblico e per garantire organici adeguati ad assicurare il rispetto dei protocolli ed evitare un ritorno della Dad, che nessuno vuole. Necessità ribatite anche nel corso del tavolo con l'assessore Bisesti.

“È da maggio che abbiamo posto il tema degli organici Covid, abbiamo chiesto per il nuovo anno scolastico di non tornare all’organizzazione pre-covid, ma la Provincia è andata avanti per la propria strada con l’obiettivo di risparmiare le risorse straordinarie investite nel 2020. Per noi questo è un errore” ha riferito la Mazzacca a margine dell'incontro. L’incontro è stato aggiornato alla prossima settimana, ma per il sindacato non mancano le criticità: "Rispetto a quanto ci è stato velocemente illustrato non condividiamo la scelta di investire molte meno risorse per potenziare l’organico del personale scolastico. L’idea di una riserva di assunzioni, al massimo un centinaio di docenti al bisogno, cioè nel caso in cui dovesse aumentare il contagio in alcune scuole, non ci convince affatto perché la didattica ha bisogno di interventi continuativi".

"Avrebbe più senso rinforzare l’organico e permettere la riduzione del numero di studenti per classe almeno nelle situazioni più delicate di passaggio degli studenti da un ordine di scuola all’altro e negli ultimi anni della scuola secondaria. È impensabile inoltre - conclude la Flc Cgil - non prevedere l’organico aggiuntivo dei collaboratori scolastici avuto nell’anno scolastico in corso, personale che ha garantito, e dovrà continuare a farlo nel prossimo anno scolastico, la pulizia e sanificazione dei locali della scuola".

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