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Didattica a distanza per i soli studenti non vaccinati, è polemica: "Così si discrimina"

Cambiano le regole per la gestione dei casi di positività nelle scuole, dall'infanzia alle superiori: ecco tutte le novità

Cambiano le regole anche per la scuola, per la gestione dei casi positivi che si verificheranno nelle prossime settimane. Per i più piccoli della scuola dell’infanzia, già in presenza di un caso di positività è prevista la sospensione delle attività per una durata di 10 giorni. Alle elementari, invece, con un caso di positività si attiva la sorveglianza con testing. L’attività in classe prosegue effettuando un test antigenico rapido o molecolare appena si viene a conoscenza del caso di positività (T0), test che sarà ripetuto dopo cinque giorni (T5). In presenza di due o più positivi è prevista, per la classe in cui si verificano i casi di positività, la Dad per la durata di dieci giorni.

Per la scuola secondaria di I e II grado, dunque medie, licei, istituti tecnici, professionali e tutte le scuole che rientrano nella categoria, fino a un caso di positività nella stessa classe è prevista l’autosorveglianza e con l’uso, in aula, delle mascherine FFP2. Con due casi nella stessa classe è prevista la didattica digitale integrata per coloro che hanno concluso il ciclo vaccinale primario da più di 120 giorni, che sono guariti da più di 120 giorni, che non hanno avuto la dose di richiamo. Per tutti gli altri, è prevista la prosecuzione delle attività in presenza con l’autosorveglianza e l’utilizzo di mascherine FFP2 in classe. Con tre casi nella stessa classe è prevista la Dad per dieci giorni.

Dal 7 gennaio si torna a scuola

Cosa succede con uno più alluni positivi in classe

In sintesi:

  • 1 Materne -  Per i bambini al nido e alla materna, che non sono vaccinabili, le misure sono più restrittive e di fatto non cambiano. Con un caso di positività nella stessa sezione o gruppo classe si applica una sospensione delle attività: tutti a casa per 10 giorni
  • 2 Primarie - Con un caso di positività si rimane in classe e scatta la sorveglianza con due tamponi: un test antigenico rapido o molecolare da svolgersi al momento in cui viene dichiarato il caso e il secondo dopo cinque giorni. Con almeno due casi, tutti in Dad per 10 giorni
  • 3 Medie e superiori / 1 - Con un positivo si rimane in classe con le mascherine Ffp2 e un tampone (entro 10 giorni, ma non viene specificato). L’auto sorveglianza sarà fatta mediante esecuzione gratuita di test antigenici, anche nelle farmacie con ricetta del medico di base
  • 4 Medie e superiori / 2 - Con due casi, i non vaccinati e chi non ha concluso il ciclo vaccinale o è guarito da meno di quattro mesi o non ha la terza dose va in Dad per dieci giorni; chi ha il booster rimarrà in presenza con autosorveglianza e Ffp2. Dai tre casi, tutti in Dad per dieci giorni

C'è chi nella maggioranza non ci sta. "L’applicazione della didattica a distanza (Dad) per i soli studenti non vaccinati, prevista dal decreto varato stasera dal Consiglio dei ministri, non ci trova d’accordo - affermano in una nota i deputati e le deputate del M5S in commissione Affari costituzionali - Una misura che peraltro, mentre era in corso la riunione a Palazzo Chigi, anche l’Associazione Nazionale Presidi per bocca del suo presidente Antonello Giannelli ha definito senza mezzi termini come ‘discriminatoria’. Infatti, non sono i ragazzi a scegliere in tema di vaccinazioni ma le famiglie e il diritto allo studio non si deve negare a nessuno. Nel passaggio parlamentare del provvedimento questo punto dovrà essere corretto".

“Ribadiamo che per il MoVimento 5 Stelle la scuola deve essere soprattutto un luogo di inclusione e per questo la decisione presa in Consiglio dei ministri sulla gestione dell’emergenza Covid nelle scuole secondarie non può trovarci soddisfatti - dicono i parlamentari del MoVimento 5 Stelle nelle commissioni Cultura e Istruzione di Camera e Senato - Siamo fermamente convinti che si debba aumentare la copertura vaccinale anche nei più giovani, ma prevedere differenziazioni tra studenti sulla base di scelte compiute dalle loro famiglie è ingiusto e pericoloso. Tutti vogliamo ricorrere il meno possibile alla dad e tenere le scuole aperte, ma la strada non può e non deve essere quella di avallare disparità".

Con le nuove misure anti-Covid il governo "va incontro alle richieste delle Regioni" sulla scuola, dice il ministro dell'Istruzione, Patrizio Bianchi, uscendo da Palazzo Chigi al termine del Consiglio dei ministri. "C'è stata una grandissima attenzione sulla scuola", ha evidenziato, assicurando: "Non c'è stata alcuna discussione, c'è stata unanimità". "La scelta di fondo - ha spiegato il ministro - è sostanzialmente per una scuola in presenza e in sicurezza. Questo è stato definito per diversi livelli di età, tenendo conto delle diverse condizioni vaccinali".

Rispetto alla Conferenza Stato-Regioni, la Provincia autonoma nella serata di mercoledì aveva espresso contrarietà per la decisione prospettata dal Governo nazionale di prevedere alle scuole superiori la Dad per i non vaccinati una volta raggiunta una certa quota di contagi. "Non siamo d'accordo non perché siamo contro il vaccino, ma il tema è che riuscire a organizzare le lezioni per una parte in Dad e una parte in presenza è difficile e rischia di discriminare dal punto di vista scolastico. Abbiamo chiesto quindi al Governo di andare in Dad per tutti o per nessuno dopo una quota di contagi all'inerno della classe".

Fonte: Today

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