Salute

Il cronoprogramma del piano vaccinale

La capacità vaccinale tra Apss e gli altri supporti ipotizzati  potrebbe arrivare a 40.000 somministrazioni/settimana se gli approvvigionamenti vaccinali lo consentissero

La campagna vaccinale è divisa in cinque fasi temporali, alle quali hanno accesso le persone nelle categorie designate dal governo secondo un'ordine di priorità da loro stabilito. Dapprima gli over 80 e operatori sanitari e socio-sanitari, poi le persone ad elevata fragilità e coorti di persone anziane per scaglioni d’età e con co-morbidità, quindi vaccinazione del personale scolastico e universitario, forze armate, di polizia e del soccorso pubblico, servizi penitenziari e altre comunità residenziali (in parte già anticipati in seguito all'iniziale limitazione all'uso del vaccino AstraZeneca per persone con meno di 55 anni), infine il resto della popolazione. Per quest'ultima fase bisognerà aspettare l'autunno. Il piano strategico per la vaccinazione anti Sars-CoV-2 è nazionale, la Giunta provinciale della provincia autonoma di Trento, su indicazione dell'assessore alla salute Stefania Segnana, mercoledì 24 marzo ha disposto l'attuazione approvando il contestuale cronoprogramma.

«Con questa deliberazione» spiega l'assessore Stefania Segnana «diamo mandato all'Azienda sanitaria di realizzare il Piano strategico nazionale di vaccinazione, seguendo le raccomandazioni nazionali del 10 marzo scorso che stabiliscono l’ordine di priorità delle categorie dei cittadini da vaccinare. Nei prossimi mesi ci attende una sfida importante, ma il nostro sistema sanitario e della protezione civile è attrezzato per affrontarla: abbiamo ormai quasi concluso la prima fase, ovvero la vaccinazione del personale sanitario e socio-sanitario, nonché degli anziani ospiti delle Rsa e degli over 80 e sono riprese a pieno ritmo le somministrazioni per gli over 75 e del personale scolastico, dopo il via libera di Ema e Aifa del vaccino AstraZeneca della scorsa settimana. Categorie, queste, per le quali possiamo contare, oltre che sui punti vaccinali del territorio, anche sul coinvolgimento dei medici di medicina generale. Proprio con loro la Provincia autonoma di Trento è stata fra le prime realtà a sottoscrivere un accordo, definendo il coinvolgimento dei medici di famiglia nell’effettuazione delle vaccinazioni. Il piano potrà subire delle modifiche, poiché nel corso dell’epidemia è espressamente previsto che si possa attuare una strategia di tipo adattativo, qualora venissero identificate particolari categorie a rischio e, mano a mano che aumenterà la disponibilità delle dosi di vaccino, verrà progressivamente potenziato».

Cronoprogramma

La prima fase della campagna vaccinale, che corrisponde al primo trimestre dell’anno con dosi di vaccino ancora molto limitate, prevedeva l'identificazione di tre categorie da vaccinare in via prioritaria: operatori sanitari e socio-sanitari, operatori e ospiti delle residenze sanitarie per anziani, persone in età avanzata (partendo con priorità dagli over 80). Nella fase immediatamente successiva, compatibilmente con la garanzia della continuità della fornitura delle dosi di vaccino necessarie, sono previste le persone ad elevata fragilità (persone estremamente vulnerabili e disabili gravi), le coorti di persone anziane per scaglioni d’età e con comorbidità.
È previsto inoltre il completamento in parallelo della vaccinazione del personale scolastico docente e non docente e universitario, delle forze armate, di polizia e del soccorso pubblico, dei servizi penitenziari e di altre comunità residenziali (che sono stati in parte anticipati nel mese corrente, stante l’iniziale limitazione dell’autorizzazione all’uso del vaccino AstraZeneca al target di popolazione di età inferiore ai 55 anni d’età).
Infine nel quarto trimestre il Piano prevede l’estensione della vaccinazione al resto della popolazione.

Personale coinvolto in Provincia di Trento

La Provincia autonoma di Trento, fra le prime realtà locali, ha sottoscritto in data 12 gennaio 2021 un accordo provinciale con i medici di medicina generale definendo il loro coinvolgimento nell’effettuazione delle vaccinazioni contro il Covid-19 a favore dei propri assistiti o agli assistiti dei medici appartenenti alla stessa forma associativa e secondo i criteri di priorità indicati dall’Azienda sanitaria stabiliti in coerenza con i criteri nazionali. La Giunta provinciale, anche con riferimento al Protocollo d’intesa nazionale del 21 febbraio 2021, ha approvato la modifica di tale accordo, prevedendo la possibilità per gli assistiti interessati al vaccino di fare riferimento anche ai punti vaccinali dell’Azienda sanitaria oltre che al loro medico di assistenza primaria, indicando che nella fase in corso detti medici provvedano alla vaccinazione del personale scolastico e degli assistiti di età compresa tra i 75 e 79 anni.

Inoltre, è stato previsto anche il coinvolgimento a livello locale dei medici specializzandi con contratto di formazione specialistica finanziato dalla Provincia autonoma di Trento, ai quali sarà applicato quanto definito nel Protocollo d’intesa tra il Governo, le Regioni e le Province autonome le Associazioni dei medici in formazione specialistica sottoscritto in data 6 marzo 2021. Nel contempo, qualora il numero dei professionisti non risulti sufficiente a soddisfare le esigenze di somministrazione dei vaccini, sarà impegno dell’Azienda provinciale per i servizi sanitari pianificare il coinvolgimento di proprio personale medico, infermieristico e di assistenti sanitari ricorrendo alle prestazioni aggiuntivi previste dal relativo contratto di lavoro, oltre che individuare le ulteriori misure che, in conseguenza dell’andamento della campagna vaccinale, risultino necessarie per l’arruolamento di nuovo personale sanitario.

In relazione all’andamento epidemiologico e alle necessità di rafforzare ulteriormente l’organizzazione della somministrazione vaccinale, verr valutata dalla Pat la possibile implementazione degli accordi sottoscritti a livello nazionale con altre categorie professionali. L'appello da parte dell’Ordine provinciale dei medici Chirurghi ed Odontoiatri nei confronti dei propri iscritti, per la manifestazione della disponibilità a partecipare in forma volontaria alla somministrazione dei vaccini, ha visto l’interesse di professionisti medici anche tra pensionati.

Dove farsi vaccinare

Le vaccinazioni sono effettuate all'interno di una rete di centri vaccinali che al momento è così composta:

  • 7 punti vaccinali ospedalieri della provincia (PVO);
  • 58 RSA della provincia;
  • 12 Centri di Vaccinazione territoriale dotati complessivamente di 41 postazioni vaccinali in grado di erogare 20000 dosi settimanali(CVT);
  • gli studi dei Medici di Medicina Generale aderenti alla campagna vaccinale;
  • Croce Rossa presso spazi dedicati;
  • Drive through vaccinali (che saranno allestiti con condizioni climatiche favorevoli).

La vaccinazione della popolazione che non può recarsi nei centri vaccinali, viene effettuata da equipe di assistenza territoriale con la presenza di personale medico, su indicazione del dottore di famiglia. Ulteriori punti vaccinali potranno essere individuati da Apss. La capacità vaccinale tra Apss e gli altri supporti ipotizzati  potrebbe arrivare a 40.000 somministrazioni/settimana se gli approvvigionamenti vaccinali lo consentissero.

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Sorveglianza

Rinforzata l'attività di sorveglianza a livello nazionale sia in termini di raccolta e valutazione delle segnalazioni spontanee di sospetta reazione avversa, sia per le iniziative di farmacovigilanza attiva e farmaco-epidemiologia. Questo per continuare, come sottolinea la nota della Pat, a garantire il massimo livello di sicurezza dei vaccini contro il Covid-19 e identificare prontamente eventuali nuovi rischi. L’Aifa si è dotata di un Comitato scientifico per la sorveglianza post marketing dei vaccini Covid-19. Un'indagine sierologica, coordinata dall’Iss, valuterà la specificità della risposta immunitaria, la durata della memoria immunologica e i correlati di protezione.

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