Giovedì, 29 Luglio 2021
Salute

Vaccini, Fugatti chiede al Governo di riequilibrare la fornitura rispetto alle altre Regioni

Il trentino è al penultimo posto per dosi ricevute. La lettera ufficiale della Provincia al Commissario Figliuolo

Il presidente Maurizio Fugatti con il commissario Francesco Paolo Figliuolo durante la visita a Trento di quest'ultimo a metà maggio

La Provincia autonoma di Trento, secondo i dati ufficiali del Report vaccini del Governo nazionale, al 27 maggio è penultima in Italia per numero di dosi ricevute da Roma ogni 100mila abitanti, dopo la Sicilia. Il presidente della Provincia autonoma, Maurizio Fugatti, con l'intenzione di colmare la differenza con le altre Regioni e poter accelerare sul fronte della campagna vaccinale, ha inviato una lettera ufficiale al colonnello Gabriele Cosimo Garau, capo di gabinetto del Commissario per l'emergenza Covid Francesco Paolo Figliuolo.

Nella missiva, il presidente Fugatti sottolinea come risultano consegnate alla Provincia di Trento 312.420 dosi e come «questo dato ci porta ad essere penultimi nella classifica di approvvigionamento» per numero di dosi consegnate per 100mila abitanti. Nella lettera il presidente Fugatti evidenzia, poi, che «la Provincia autonoma di Trento ha sempre seguito le indicazioni nazionali di rispetto delle categorie prioritarie» per aumentare la copertura vaccinale nella popolazione più a rischio «ottimizzando le dosi vaccinali a nostra disposizione». Per accelerare la campagna e ampliarla agli under 50 servono altre forniture perché quelle arrivate finora non sono sufficienti «per aprire ad altre coorti d’età». Infine la richiesta di «riequilibrare le consegne tra le varie Regioni/Province autonome per permetterci di proseguire la campagna vaccinale in modo efficace e con equità».

L’assessore alla salute, Stefania Segnana sottolinea come, a fronte delle forniture inferiori rispetto al resto d'Italia, «la quota di persone che si sono prenotate per i vaccini, al contrario, è in Trentino molto elevata, con una adesione altissima non solo tra over 70 e over 80, ma anche tra le altre fasce. Una notizia positiva da un lato, ma dall'altro, a fronte delle dosi ridotte, non riusciamo a vaccinare le persone d'età inferiore».

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