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Domenica, 5 Febbraio 2023
Salute

Ansia negli anziani? In Trentino si cura con la realtà virtuale

Al via il progetto di Fondazione Bruno Kessler e della “Margherita Grazioli” di Povo. Ecco i benefici che comporterà

E se la risposta alla gestione dell’ansia arrivasse dalle tecnologie più all’avanguardia, nello specifico dalla realtà virtuale con cui interagire attraverso i visori ottici? A provare a dare una risposta a questa domanda sono la Fondazione Bruno Kessler e l’azienda pubblica di servizi alla persona “Margherita Grazioli” di Povo.

Nello specifico, tra pochi giorni prenderà il via una ricerca in cui una serie di persone, in particolar modo anziani, vivranno un’esperienza piacevole e rilassante in uno spazio virtuale tridimensionale, nel quale si immergeranno attraverso l’utilizzo dei visori “Oculus”. La realtà virtuale nella quale saranno immersi prevede video, musiche ed effetti sonori scelti dagli stessi partecipanti; in più sarà possibile anche far proiettare le immagini di luoghi nei quali si vorrebbe tornare, anche solo con un ricordo.

Ma qual è la valenza di questa sperimentazione? L’obiettivo è quello di avere vantaggi sia per gli utenti che per le strutture nelle quali sono ospitati. La terapia digitale, infatti, punta alla riduzione dello stato d’ansia dei pazienti anziani senza l’utilizzo dei farmaci, permettendo agli operatori sanitari di collaborare alla ricerca di metodi innovativi di cura per il miglioramento della qualità della vita dei cittadini.

Sul tema si è espressa così la dottoressa Susanna Pardini, psicologa e psicoterapeuta: “Diversi studi nazionali e internazionali in questo settore hanno evidenziato come le esperienze con la realtà virtuale e quella aumentata costituiscano un importante strumento per la gestione di diversi sintomi comportamentali e cognitivi legati al deterioramento cognitivo, e ne hanno dimostrato l’efficacia nell’incremento del benessere, migliorando la qualità di vita dei pazienti. Alcune di queste tecnologie hanno già dimostrato la loro efficacia in letteratura e sono stati rilevati sostanziali riduzioni anche dello stato di solitudine, depressione e problemi motori”.

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