Salute

Vaccini, i rischi di chi li rifiuta. Figliuolo dichiara guerra alle "dosi buttate"

Il caso della regione dove il 15% dei sanitari ha rifiutato il vaccino e ora potrebbero essere demansionati

Vaccino anti-covid: favorevoli o contrari? In Liguria il governatore Giovani Toti ha spiegato che nella sua regione il 15% dei sanitari ha rifiutato il vaccino e ora potrebbero essere demansionati.  "Intorno al 15% del personale sanitario in Liguria ha rifiutato il vaccino, non sono pochi, se si pensa che lavorano a contatto con pazienti fragili" ha spiegato Toti intervenendo a Radio Capital nella mattinata di lunedì 15 marzo e motivando così la possibile introduzione di una legge regionale sull'obbligatorietà del vaccino anti covid per i sanitari. 

Secondo Toti la strada da seguire è quella di spostare da ruoli delicati persone che non volendosi vaccinare possono mettere a rischio gli altri. Se infatti la possibile introduzione di un obbligo vaccinale per i lavoratori sanitari è stata esclusa da tutti i costituzionalisti, una possibile soluzione l'ha tracciata la Regione Puglia ovvero quello utilizzare in ruoli diversi i sanitari che non si vaccinano. "O uno se fa certi ruoli è obbligato a vaccinarsi per proteggere gli altri che vengono in contatto con lui, oppure ci sia la possibilità di non utilizzarli in determinati ruoli senza che questo faccia scattare una discriminazione sul posto di lavoro".

Intanto, nella serata di domenica 14 marzo il generale Francesco Paolo Figliuolo, ha presentato nella sua prima apparizione televisiva a Che Tempo che fa su Rai3 il nuovo cronoprogramma del piano vaccinale che prevede di arrivare a 500mila somministrazioni al giorno per avere, entro settembre, l'80% degli italiani vaccinati. "Arriveremo ad avere alla fine di questo mese 15 milioni di dosi, nel prossimo trimestre a 52 e in quello successivo arriveremo a 84 milioni". Numeri e obiettivi, quelli fissati, che saranno raggiunti con le "tre linee operative" presentate dal commissario straordinario:

"L'approvvigionamento, la distribuzione e il controllo costante dei fabbisogni. Quindi- ha spiegato- l'istituzione di una riserva per andare dove ci sono problemi organizzativi o strutturali, o su cluster di varianti per l'inoculazione per rendere quell'area covid-free. Per questo servono un tavolo di coordinamento quotidiano e la capillarizzazione".

Nel piano si prevede di arruolare i medici di medicina generale, gli odontoiatri, ma anche medici aziendali e dello sport e utilizzare come centri vaccinali anche le farmacie. "Li stiamo raggiungendo whatsapp, una sorta di stretta di mano- ha detto- e poi si fanno le carte, ma intanto andiamo a vaccinare".

"Useremo il mese di marzo per fare riscaldamento, poi da aprile in modo graduale dopo la seconda decade dobbiamo arrivare a 500mila vaccinazioni al giorno. Ci sono regioni che hanno già oggi potenzialità di 100 o 150 mila, dobbiamo portare un bilanciamento sulle altre e andro' di persona a vedere. Serve un controllo accentrato" ha detto Figliuolo. "Tutto sta all'arrivo dei vaccini. Ora il piano è cadenzato su età e fragilità, ma ci sarà un momento di vaccinazione di massa. Potremo fare fuoco con tutte le polveri e chiuderemo la partita".

Figliuolo e le dosi buttate

Figliuolo ha approfondito anche la questione delle dosi buttate: "Se ci sono le classi prioritarie che possono utilizzarlo bene, altrimenti si va su classi vicine o sennò chiunque passa va vaccinato. Questo bisogna fare”. Un concetto finora mai espresso apertamente, tanto che da più parti è stato chiesto di mettere in lista d’attesa persone che potessero ricevere il vaccino in caso di rinunce all’ultimo momento. E con queste parole il commissario dice chiaramente che questa è la strada da seguire.  

Il commissario ha assicurato che il nuovo piano terrà conto del problema dei caregiver, di chi si occupa dei disabili. Pertanto, si darà priorità a genitori, tutori e badanti per dirla in italiano. Ma lo sforzo promesso dal nuovo commissario dovrebbe portare al 60% di vaccinati entro il 28 luglio, all'80% entro il 20 settembre e al completamento della vaccinazione di massa il 29 ottobre.

Nel report quotidiano sul sito del governo risultavano somministrate 180 mila dosi in 24 ore, oltre la media dell'ultimo periodo. Sono i dati da cui parte il nuovo piano, con l'obiettivo di arrivare ad almeno 300 mila somministrazioni giornaliere nell'ultima settimana di marzo e poi fino a 500 mila. Dal commissariato all'emergenza si sottolinea come eventuali ulteriori riduzioni di approvvigionamenti di vaccini AstraZeneca potranno essere compensate da un incremento della produzione promesso da Pfizer-Biontech mentre il vaccino Johnson&Johnson inizierà ad arrivare da metà aprile.

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