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Mercoledì, 19 Gennaio 2022
Salute

Monitoraggio Gimbe: in Trentino +73% dei casi in una settimana

Incidenza e contagi in aumento ovunque. La provincia in vetta per terze dosi

Da un lato l'incidenza ancora alta (546 casi ogni 100mila abitanti), dall'altro la vetta della classifica per le terze dosi somministrate, con un tasso di copertura del 68%. Sono i dati riferito al Trentino del monitoraggio settimanale della fondazione Gime, relativi al periodo 22-28 dicembre. A livello nazionale però, è evidente l'accelerazione della pandemia: nel confronto tra questa settimana e la precedente, aumentano i nuovi casi (320.269 vs 177.257), i decessi (1.024 vs 882), i casi attualmente positivi (598.856 vs 384.144), le persone in isolamento domiciliare (587.622 vs 374.751), i ricoveri con sintomi (10.089 vs 8.381) e le terapie intensive (1.145 vs 1.012).

In dettaglio, rispetto alla settimana precedente, si registrano le seguenti variazioni:

  • Decessi: 1.024 (+16,1%), di cui 36 riferiti a periodi precedenti
  • Terapia intensiva: +133 (+13,1%)
  • Ricoverati con sintomi: +1.708 (+20,4%)
  • Isolamento domiciliare: +212.871 (+56,8%)
  • Nuovi casi: 320.269 (+80,7%)
  • Casi attualmente positivi: +214.712 (+55,9%)

L'aumento dei casi è generalizzato ovunque (in Trentino è del 73,6%), con l'unica eccezione della provincia di Bolzano, dove si registra un lieve calo dell'1,5%. La provincia di Trento resta anche tra le 45 province italiane dove l'incidenza supera i 500 casi ogni 100mila abitanti (546 il dato aggiornato).

Sul fronte ospedalizzazioni, a livello nazionale, al 28 dicembre, il tasso di occupazione da parte di pazienti COVID è del 15,9% in area medica e del 12,6% in area critica, con la provincia autonoma di Trento che supera la soglia del 15% in area medica (17,8%) e del 20% in area critica (25,6%). Dove il Trentino fa registrare dati positivi è invece sulla copertura della popolazione con la terza dose. Secondo il rapporto Gimbe, al 29 dicembre sono state somministrate 18.253.942 terze dosi con una media mobile a 7 giorni che, con i rallentamenti del 24, 25 e 26 dicembre, è scesa a 261.714 somministrazioni al giorno. Secondo la platea ufficiale il tasso di copertura nazionale per le terze dosi è del 58,9% con nette differenze regionali: dal 45,2% della Sicilia al 68% della provincia autonoma di Trento e della Valle d’Aosta che guidano la classifica.

gimbe terza dose 30 dicembre-2

"In questa fase della pandemia - dice Nino Cartabellotta, presidente del Gimbe - caratterizzata dalla crescente circolazione di una variante estremamente contagiosa tra una popolazione per la maggior parte vaccinata, l’obiettivo primario è di contenere il sovraccarico degli ospedali spingendo al massimo su coperture vaccinali e richiami e limitare la circolazione del virus con mascherine e distanziamento. La corsa ai tamponi senza regole, infatti, presenta diversi “effetti collaterali”: innanzitutto, sovraccarica il sistema di testing dei tamponi molecolari, impedendo di testare con tempistiche adeguate chi ne ha realmente bisogno perché sintomatico o contatto di soggetto a rischio; in secondo luogo, il ricorso sregolato ai tamponi rapidi da parte di soggetti asintomatici contribuisce ad alimentare false sicurezze, vista la probabilità del 30-50% di falsi negativi; ancora, l’aumento della domanda favorisce la speculazione e l’espansione del “mercato nero” con aumento dei costi e offerta di pericolose soluzioni low cost; infine, indipendentemente dalla revisione della durata della quarantena, l’emersione di un numero così elevato di casi rischia di paralizzare il Paese con un lockdown di fatto, alimentando peraltro una narrativa distorta dominata dagli altisonanti dati dei contagi e non dal loro reale impatto su ricoveri, terapie intensive e decessi, oltre che su altri esiti di salute non dipendenti da COVID-19".

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