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Lunedì, 17 Giugno 2024
Sanità

“Ai futuri professionisti della medicina diciamo: siamo con voi”

Una lettera scritta da 202 operatori sanitari di Apss si rivolge ai giovani che si affacciano a questo mondo: ecco perché

Hanno scelto di scrivere una lettera rivolta a tutti i giovani che si affacciano alle professioni mediche i 202 operatori sanitari di Apss (infermieri, assistenti sanitarie, ostetriche, riabilitazione psichiatrica, tecnici di laboratorio, tecnici della prevenzione e fisioterapisti), consapevoli che, dopo che il Covid ha messo in mostra le fragilità del Servizio Sanitario Nazionali, sia ancora più necessario investire in questo tipo di professioni, soprattutto per le sfide future che si presentano all’orizzonte.

Sfide che, appunto, saranno chiamati ad affrontare i giovani che si apprestano ad entrare nel mondo lavorativo della salute. Sfide che non possono prescindere dal rapporto con i pazienti, quindi con la società; ovvero, con ognuno di noi. “Le cure che forniamo sul territorio, nelle comunità, negli ospedali, nelle strutture residenziali fino ad arrivare dentro le case, pongono al centro la persona e la comunità e sono arte e scienza che richiedono intelligenza anche emotiva, abilità, conoscenza e, soprattutto, una formazione di alta qualità. In questi anni, ci siamo dedicati alla ricerca e al rendere evidenti i risultati dei nostri interventi, dimostrando come ambienti organizzativi qualificanti determinino una riduzione della mortalità, delle complicanze e un miglioramento del processo di guarigione e della qualità di vita”.

Ma perché questi 202 professionisti hanno sentito il bisogno di scrivere questa lettera a chi diventerà un loro collega? Per un motivo tanto semplice quanto fondamentale: i futuri professionisti della sanità non saranno lasciati soli. “Vi vogliamo assicurare tutto l’impegno e la determinazione nel proporre e sostenere scelte e prospettive che assicurino le condizioni organizzative necessarie per dedicarsi e valorizzare appieno i propri ambiti di competenza e autonomia professionale, in un clima sicuro, sereno, stimolante e privo di compensazioni improprie (come attività burocratiche, tecnico-amministrative) e di continuare l’impegno nel difendere e garantire, in modo interprofessionale e collaborativo, il diritto alla salute delle persone”.

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