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Sanità

Trasfusioni di sangue: il Trentino fa scuola in Italia. Ecco perché

Le frigoemoteche automatizzate rappresentano una tecnologia all’avanguardia. E la comunità scientifica studia il nostro modello

Inaugurate ufficialmente lunedì 16 gennaio le frigoemoteche automatizzate, dono delle associazioni di volontariato Ail Trentino, Advsp e Avis del Trentino. Ma perché si tratta di un fatto così tanto importante? La risposta la dà l’assessore alla salute Stefania Segnana: “La tecnologia messa a disposizione dell’organizzazione sanitaria trentina è una risposta fondamentale per garantire prestazioni e servizi all’avanguardia, finalizzati al miglioramento della lavorazione del plasma a livello provinciale. Un ulteriore passo verso l’obiettivo di diventare autosufficienti nella raccolta e utilizzo di questo fondamentale emoderivato”.

Cerchiamo di comprendere meglio: come fa sapere Apss, l’assegnazione del sangue  per trasfusione prevede la necessità di eseguire indagini di gruppo e compatibilità pre-trasfusionali su un campione di sangue venoso che deve essere inviato alla sede di Trento dell’Unità operativa multizonale di immunoematologia e trasfusionale dall’ospedale di valle che ha in carico il paziente. Sul campione di sangue vengono eseguiti la ricerca del gruppo sanguigno e degli anticorpi irregolari, operazione che richiede circa un’ora, poi vengono assegnate al paziente le unità da trasfondere che, prima della partenza di questo progetto, venivano portate da Trento alla sede di trasfusione.

Con le frigoemoteche automatizzate, è possibile avere a disposizione le sacche di sangue direttamente in loco eliminando così un’inutile perdita di tempo, poiché questi dispositivi contengono infatti una scorta di sacche dei diversi gruppi sanguigni, che vengono rilasciate in sicurezza sulla base delle indicazioni date dalle analisi del paziente.

La cosa incredibile (o forse neanche così tanto) è che questo progetto, che vede protagonisti gli ospedali di Trento, Rovereto e cinque ospedali di valle della provincia, ha attirato l’attenzione della comunità scientifica nazionale, tanto che sarà oggetto di un evento della Società italiana di medicina trasfusionale e immunoematologia che si terrà a Trento e a Cles dal titolo “Assegnazione in remoto delle unità di sangue: gestione e prospettive”.

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