Salute

Emergenza medici, l'Apss cerca liberi professionisti

Posizioni aperte in neurologia per l'Alto Garda-Vallagarina e Valsugana-Fiemme e in ginecologia e ostetricia per gli ospedali di Cles e Cavalese

L'Azienda provinciale per i servizi sanitari (Apss) sta cercando specialisti da assumere nei propri reparti: in totale sono 10 le selzioni attualmente aperte. Ma oltre ai normali concorsi nel pubblico, l'Apss ha indetto anche due selezioni per sopperire alla mancanza di medici nelle varie sedi territoriali attraverso liberi professionisti. Una scelta già criticata dai sindacati che denunciano il rischio privatizzazione della sanità trentina, nonché da diversi esponenti di minoranza del Consiglio provinciale.

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In particolare, dopo la selezione indetta per far fronte alla mancanza di medici in pronto soccorso a Trento e Rovereto, l'Apss ha ora indetto una selezione pubblica per il conferimento di incarichi libero professionali a medici specialisti in neurologia per il potenziamento dell'attività ambulatoriale negli ambiti territoriali Alto Garda-Vallagarina e Valsugana-Fiemme. L'obiettivo è abbattere i tempi delle liste d’attesa delle visite neurologiche e smaltire l’arretrato accumulato durante la pandemia.

Stessa scelta per le sedi di Cles e Cavalese dove si cercano medici specialisti in ginecologia e ostetricia a cui conferire incarichi libero professionali.

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“Pronto soccorso al tracollo, punti nascite in affanno, radiologie scoperte, psichiatrie e neuropsichiatrie in estrema difficoltà, aree territoriali senza medici di medicina generale, Rsa senza infermieri: servono subito gli stati generali della salute”, afferma il consigliere provinciale di Futura Paolo Zanella. “Affidare servizi sanitari pubblici a soggetti privati è una scelta pericolosa, che rischia di compromettere la tenuta della nostra sanità, depotenziandola - sostengono i segretari provinciali Andrea Grosselli (Cgil), Michele Bezzi (Cisl) e Walter Alotti (Uil) -. Crediamo che la direzione da percorrere sia quella opposta: rafforzare il sistema sanitario provinciale investendo concretamente nel reperimento di personale, medici in primis, e stanziando risorse sufficienti per far funzionare il sistema”. 

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