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Matteo Bassetti

Matteo Bassetti

Covid, la terza ondata e le complicazioni secondo l'esperto

Bassetti, l'infettivologo del San Martino si dice preoccupato dai virus influenzali e para influenzali, ma non dalla variante inglese di Sars-Cov-2: «Il vaccino funzionerà»

Non è il Covid a spaventare Matteo Bassetti, l'infettivologo del San Martino che più volte si è pronunciato sul virus che ha stravolto la vita di tutto il mondo. Bassetti si dice preoccupato dai virus influenzali e para influenzali, ma non dalla variante inglese di Sars-Cov-2: "Il vaccino funzionerà"

Il freddo, l'influenza e il virus

«Il freddo che arriverà non aiuterà nella lotta al coronavirus perché a gennaio-febbraio, quando avremo probabilmente una terza ondata di casi Covid, si mischieranno tanti virus diversi: influenza, para-influenzali e coronavirus. Sarà una situazione complicata e bisognerà fare molta attenzione. Mi auguro che il più possibile delle persone si siano vaccinate per l'influenza e per lo pneumococco, questo dovrebbe aiutare molto i più fragili. Poi usare sempre la mascherina e lavarsi le mani».

È quanto detto all'Adnkronos Salute dal, direttore della Clinica di Malattie infettive dell'ospedale San Martino di Genova e componente dell'Unità di crisi Covid-19 della Liguria, sulle conseguenze dell'ondata di freddo polare che arriverà sull'Italia nei prossimi giorni. Per ora, secondo l'ultimo rapporto di Influnet, nella settimana che va dal 7 al 13 dicembre 2020 l’incidenza delle sindromi simil-influenzali «è stabile e sotto la soglia basale con un valore pari a 1,9 casi per mille assistiti». Nella scorsa stagione in questa settimana il livello di incidenza era pari a 3,5 casi per mille assistiti. Insomma, le mascherine potrebbero avere aiutato anche in questo senso. 

Bassetti: "La variante inglese? Tanto rumore per nulla"

Quanto alla variante inglese Bassetti è sicuro: il vaccino funzionerà. «La mutazione, anche se presente, riguarda una piccola parte del codone virale, quindi una piccola parte del genoma, una piccola parte della proteina 'Spike', mentre il vaccino è indirizzato verso una grande proteina Spike: per cui, anche se cambia una minima parte, non cambia la struttura portante. Il vaccino funziona e funzionerà. E anche se ci saranno mutazioni in futuro, si possono modificare i vaccini». 

Sulla variante inglese del nuovo coronavirus «c'è stato troppo rumore per un qualcosa peraltro senza fondamento scientifico; l'annuncio è del ministero inglese, ma senza una pubblicazione scientifica su una rivista 'peer-review'» dice ancora l'infettivologo. «In un laboratorio di genomica inglese è stato trovato che il coronavirus pare aver avuto una mutazione che però non inficia sulla mortalità e sull'aggressività del virus, ma aumenta la contagiosità del 70%. Non è una dato però approvato scientificamente - prosegue Bassetti - I virus normalmente mutano, ci sono state già altre segnalazione sul coronavirus e il virus dell'influenza, ad esempio, ha mutazioni velocissime mentre questo un po' meno. Quindi era già successo e ci sono pubblicazioni su 'Nature', è dunque probabile che questa mutazione sarà trovata anche in Italia, ma non dobbiamo temere nulla».

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