Giovedì, 28 Ottobre 2021
Salute

Al Centro per i disturbi cognitivi e le demenze si usano bambole come terapia per l'Alzheimer

L'iniziativa nata da un protocollo tra Apss e Associazione Alzheimer Trento

Grazie a una donazione dell’Associazione Alzheimer Trento al Centro per i disturbi cognitivi, la cura delle demenze in fase severa passa anche attraverso una bambola. Non una bambola qualsiasi, ma una vera e propria terapia per trattare i sintomi psicologici e comportamentali che spesso si manifestano nei pazienti. Ma non solo, i volontari dell’Associazione Alzheimer Trento, sulla base di un protocollo firmato in questi giorni, saranno presenti nel Centro per i disturbi cognitivi e le demenze con un “punto di ascolto” per sostenere, ascoltare e informare i pazienti e i loro caregiver. 

Il Centro per i disturbi cognitivi e le demenze (Cdcd) dell’Apss si occupa della prevenzione, diagnosi e trattamento delle diverse forme di demenza. Rappresenta il riferimento specialistico extraospedaliero per la cura dei disturbi cognitivi in connessione con gli altri attori della rete dei servizi territoriali sanitari e sociali per le demenze e per gli anziani, comprese le associazioni di volontariato.

Ed è proprio dalla collaborazione con l’associazione di volontariato di riferimento dei pazienti affetti da Alzheimer che sono nati due progetti: il punto ascolto all’interno del Centro disturbi cognitivi e la donazione di otto bambolotti per la doll therapy.

La doll therapy non consiste semplicemente nell’affidare una bambola speciale alle persone con demenza ma prevede un percorso preciso e codificato guidato da operatori esperti, in grado di gestire le varie fasi della terapia. L’obiettivo è quello di ridurre il carico farmacologico che spesso viene utilizzato in questi casi. I vari elementi della bambola, il materiale con cui è fatta, così come il peso, le dimensioni, la posizione delle braccia e delle gambe, i tratti del viso, lo sguardo sono costruiti in modo da aiutare l’interazione con la persona con demenza e attraverso questa viene intercettata la zona dell’affettività e dell’emotività che è ancora intatta. Anche i caregiver possono essere formati e addestrati per utilizzare in modo appropriato questa bambola terapeutica.

Nel presentare l’iniziativa Renzo Dori, presidente dell’Associazione Alzheimer Trento, ha sottolineato l’importanza della collaborazione tra Apss e l’Associazione: "Grazie al protocollo sottoscritto lavoreremo ognuno nel proprio ambito di competenza, accomunati da un unico obiettivo quello del benessere del malato e del suo caregiver, per dare una risposta complessiva alla patologia che è non solo medica ma che riguarda anche la relazione. Come Associazione vogliamo ringraziare calorosamente tutti gli attori che hanno contribuito all’avvio di un percorso nuovo e sperimentale, un progetto visto con molto interesse anche dal Tavolo provinciale demenze".

Centro per i disturbi cognitivi e le demenze (Cdcd)

Il Centro per i disturbi cognitivi e le demenze si occupa della prevenzione, diagnosi e trattamento delle diverse forme di demenza e rappresenta il riferimento specialistico per tale patologia, come previsto dal Piano nazionale demenze, elaborato dal Ministero della salute nel 2014. Dal 2015 il Cdcd sostituisce le Unità di valutazione Alzheimer (Uva). Nel Centro opera un gruppo di lavoro multidisciplinare composto da medici geriatri e neurologi con specifica formazione nel campo dei disturbi cognitivi, psicologi con competenze neuropsicologiche e infermieri con funzioni di case-manager. L’accesso al Cdcd avviene su prescrizione del medico di medicina generale, prenotando attraverso il Centro unico di prenotazione (Cup).

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