Vitalizi e pensioni d'oro: "Uno schifo. Il Consiglio provinciale intervenga"

"Legiferare in modo che questi signori che hanno abusato della nostra pazienza, debbano restituire tutti i soldi che superano quanto avrebbe percepito un quadro di qualsiasi impresa metalmeccanica"

Riceviamo e pubblichiamo questa nota del Sindacato di Base Multicategoriale sui vitalizi d'oro ai politici trentini

Questa mattina i giornali locali hanno dato ampio risalto alle liquidazioni d'oro, o meglio di platino, dei nostri consiglieri molto bravi a spiegarci che la situazione di crisi richiede la spending review, che tradotto dal politichese significa sacrifici, tagli dalla sanità alla scuola, aumento delle tariffe, dei ticket, degli affitti ITEA e di tutti i servizi pubblici.

Abbiamo una classe politica molto diligente nell'applicazione dei tagli e ne sanno qualcosa i lavoratori del progettone dove sono stati tagliati 12 milioni, ne sanno qualcosa gli inquilini ITEA che si sono visti aumentare l'affitto anche del 100%, ne sanno qualcosa i giovani che non trovano lavoro, o gli operai che sono ricattati da imprenditori che dopo aver preso ingenti risorse da questa provincia oggi licenziano o pretendono di ridurre salario e diritti.

Inoltre si deve ricordare le politiche clientelari messe in campo, come nel caso della biblioteca alla Albere, della ex Cassa Malati, del NOT o nelle operazioni immobiliari fatte in città per avere uno spezzato di queste politiche provinciali che mentre riducono lo stato sociale a mera assistenza caritatevole non si lesinano trattamenti economici da far morire d'invidia lo stesso Obama (che è bene ricordare ha una retribuzione inferiore a quella dei nostri presidenti delle due provincie autonome di Trento e Bolzano).

1,4 milioni di liquidazione, vitalizi per tutta la vita dopo solo una legislatura e altre prebende che il buon Dorigatti, nel mentre propagandava ai quattro venti il “famoso taglio di 500 euro mensili”, ben si guardava dal denunciare questi privilegi che erano nascosti nelle pieghe di una legge fatta a misura di casta e che, scandalo nello scandalo, si vanno ad aggiungere alla pensione o alle altre retribuzioni percepite dal singolo consigliere.

Questa mattina abbiamo partecipato all'iniziativa di denuncia fatta da un gruppo di cittadini “indignati e offesi” che non vogliono arrendersi alla rassegnazione del “così fan tutti” o “questa è la casta”.

La situazione emersa anche per merito di alcuni consiglieri del M5S che hanno voluto scoperchiare i veri costi della politica è un ceffone a man rovescio dato dalla casta a Statuto speciale a tutti noi cittadini. Un premio immeritato e che a nostro avviso dovrebbe essere restituito per mantenere un minimo di etica morale.

E non ci vengano a parlare di diritti acquisiti, non vogliamo che oltre alla beffa questi possano prenderci anche per i fondelli con la tiritera dei diritti acquisiti.

Questo lo vadano a dire agli esodati, a quei lavoratori che si sono visti portare l'età pensionabile a 67 anni, cancellare il diritto alla pensione dopo 40 anni di lavoro, a quelli che si vedono ridurre il salario, a quanti vedono aumentare i costi dei servizi sociali, gli affitti, e ogni giorno devono fare i salti mortali per far quadrare il bilancio, per mettere assieme il pranzo con la cena mentre questi signori si mangiano 50 milioni fra liquidazioni d'oro, vitalizi e altre prebende immeritate.

Se l'attuale Consiglio provinciale vuole veramente difendere l'autonomia e vuole andare a testa alta a Roma per rivendicare le peculiarità del Trentino, fatte a loro dire di buona amministrazione e di etica politica, devono legiferare in modo che questi signori che hanno abusato della nostra pazienza, debbano restituire tutti i soldi che superano quanto avrebbe percepito un quadro di qualsiasi impresa metalmeccanica.

Se questo non avverrà ogni giornalista e ogni cittadino sarà autorizzato a mettere in discussione la nostra autonomia in quanto chi la governa ha più volte dimostrato di non meritarsela avendola usata per fare prima i suoi interessi e poi quelli dei suoi amici.

La nostra denuncia continuerà assieme ai cittadini indignati che ogni mercoledì si sono dati appuntamento davanti in piazza Dante a Trento per mantenere alta la denuncia di questo vero e proprio schifo

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